Le ciliegie parlano / Margaret Mazzantini, Nessuno si salva da solo

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A Sergio, alla rabbia dei puri

Questa è la dedica di Margaret Mazzantini in apertura del suo romanzo Nessuno si salva da solo (Mondadori). Alla rabbia dei puri, sì, perchè è la rabbia, questo sentimento così primitivo e perseguitante nei gesti e nelle parole, a scandire la storia di Gaetano e Delia, portata alla luce attraverso continui flashback incastonati come pietre nel racconto -piccole e brillanti oppure grandi con un loro peso non indifferente- un racconto che si stende nel corso di una sera insieme, a cena, dopo la loro separazione. E’ una storia d’amore andata a male, la loro, due trentenni che l’avevano riempita delle migliori premesse ma che ad un certo punto si rendono conto di non saper più sopportare il loro incolmabile modo di essere così diversi, distratti, bisognosi di aiuto e attenzioni, poco folli, precipitosi, innamorati persi e presi prima e disillusi, esausti poi. Dov’è il segreto dell’amore eterno? Del viaggio che si rinnova? E’ davvero solo questione di ormoni, di cani che si saltano addosso? Domande come queste, prese di coscienza illuminanti riempiono i loro pensieri.
Niente di estremamente originale, una coppia come tante, come noi. Contemporaneamente a noi. Ma adornata e arricchita dalle innumerevoli scene piene di vita, chiarissime e vivide che la scrittrice ci ha sempre abituati a leggere e automaticamente a immaginare, abilissima nella sua onniscienza, presente. Al di là che si possa ritenere questo libro meno bello dei suoi precedenti (ho letto Non ti muovere a quattordici anni, e vorrei che mi prendeste sul serio adesso che vi dico che mi ha cambiato la vita e quello che mi portavo dentro allora, sarà stata l’instabilità emotiva della terribile neo-adolescenza, e chissà che altro ancora) ma è innegabile, a mio modestissimo parere, la bravura della Mazzantini, che sempre scava nelle interiora dei suoi personaggi e nelle tue, svegliandoti, accarezzandoti, dandoti strattoni.
Quasi quattro ciliegie cilieginacilieginacilieginaciliegina .
Ah, dimenticavo, il significato del titolo (così vero, dannazione) è spiegato solo nelle ultime pagine, in un finale che regala un po’ di quiete ovunque, precaria e piena di buone speranze.

E’ uno sbaglio andare a istinto. Ti porta fino a un certo punto, poi ti molla. Quando incominci a indurirti non hai più nulla, l’istinto muore giovane. Si trasforma in sospetto. E tu resti un semplice ignorante in balia delle tue menomazioni.

Le ciliegie parlano
è un progetto di Giorgia e Gaia
dedicato a Italo Calvino
e a Francesco De Gregori.

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