Le ciliegie parlano / Gesualdo Bufalino, Argo il cieco ovvero I sogni della memoria

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Argo il cieco ovvero I sogni della memoria è, come suggerito dallo stesso Gesualdo Bufalino, un diario-romanzo scritto da un professore di lettere sessantenne, ormai in pensione, con lo scopo di rievocare la sua dantesca e lontana «vita nova» della giovinezza, e in particolare l’amore, non corrisposto ma ostinato, per la bella e lunatica Maria Venera, una figura sfacciata e pudica allo stesso tempo, ingarbugliata, a sua volta, in confuse manovre amorose.
Il risultato è una stupenda immersione nella Sicilia dei primi anni ‘50, a Modica, città che lentamente accoglierà le piccole gioie e i grandi dispiaceri del nostro insegnante, il quale, alla luce dell’ennesimo rifiuto, definirà ironicamente se stesso «un pazzariello, un pupo d’amore» che preferisce riempirsi il cuore di sentimenti piuttosto che rinunciarvi, perché in qualche modo lo rendono libero, sfacciato, incline all’illusione della felicità.
Un personaggio, il suo, che affida ad una falsa timidezza e ad un pizzico di inettitudine, oltre che ad una mente brillante intrisa di cultura classica, un fascino senza limiti, incorniciato dalla prosa particolarissima di Bufalino, ricca e variegata, imbevuta di perizia, ordinata, la stessa che mi conquistò quando lessi Diceria dell’untore.
Quattro ciliegie cilieginacilieginacilieginaciliegina.

Le ciliegie parlano
è un progetto di Giorgia e Gaia
dedicato a Italo Calvino
e a Francesco De Gregori.

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