Le ciliegie parlano / Donald Ray Pollock, Knockemstiff

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A volte penso ancora a lei, lì in piedi nell’erba marrone e incartapecorita, che allunga il collo nella speranza di vedere almeno una cazzo di nuvola scura.

Il libro di Donald Ray Pollock pubblicato da Elliot non è un brutto romanzo, ma prende un po’ di tutto da diversi autori e costruisce la sua personale storia, dal sapore di Irvine Welsh, Kurt Cobain e John Wayne Gacy. In Knockemstiff (un nome che rimanda a una città della contea dell’autore, in Ohio, e suona qualcosa come Stendiliperbene: chi mastica l’inglese può leggere un articolo su questo strano nome cittadino) si percepisce un senso di lenta dilatazione, messo sotto una lente d’ingrandimento sconcia e assolata.
Si parte con un bambino che trema aspettando che il padre padrone lo coinvolga in una rissa per costringerlo a manifestare la propria mascolinità, e si finisce con un povero vecchio malato ma belligerante che «tiene per le palle» (cit.) i suoi bambocci di troppo cresciuti. A popolare quest’esperimento più fortunato di quanto meriterebbe ci pensano luridi alcolisti e parassiti, checche, ragazzini e coiti, vecchie macchine arrugginite, colazioni a base di salsicce al sugo, arpie che rimorchiano camionisti, neonati e sterco. Gli abitanti di questi Stati Uniti d’America oscuri e dimenticati vivono approssimativamente, di paranoie oltre natura. Non è esattamente il mio genere.
Tre ciliegie cilieginacilieginaciliegina.

Le ciliegie parlano
è un progetto di Giorgia e Gaia
dedicato a Italo Calvino
e a Francesco De Gregori.

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