Le ciliegie parlano / Dino Buzzati, Un amore

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Non so perché, ormai più di un paio di anni fa, lasciai interrotta la lettura di Un amore di Dino Buzzati, considerandolo uno dei rari errori d’acquisto da me commessi e confermando la mia idea sullo scrittore bellunese, famoso più che altro per Il deserto dei Tartari (1940), che non avevo amato.
Durante la rilettura di questo romanzo, che inaspettatamente negli ultimi giorni mi ha rapito come raramente capita, ho (ri)trovato quel Buzzati complesso e profondo di cui all’epoca mi si parlava, riconoscendone la grandezza, la bellezza e la capacità – mai scontata – di indagare nel profondo delle passioni umane.
Protagonista del libro è infatti Antonio Dorigo, un architetto alla soglia dei cinquanta che un giorno, nella casa d’appuntamenti dov’è solito andare, incontra Laide – ballerina giovanissima che sbarca il lunario facendo la prostituta. Immediatamente, insensatamente, se ne innamora al limite dell’ossessione e comincia con lei una specie di relazione a pagamento dentro la quale lui vorrebbe imprigionarla e della quale lei invece, per tutto il corso del libro, cerca di liberarsi. Piegato e piagato dalla quantità di sospetti, bugie e inganni di lei, Antonio rievoca la Lolita di Nabokov se possibile più moderna e ancora più spiccatamente sfacciata. Buzzati gli tiene dietro con una prosa alla «povero diavolo», annusandone e indagandone fino allo strenuo le ansie, i timori, quella capacità di autodistruggersi che infliggono certe grandi passioni irrisolte.
Un amore è un romanzo meraviglioso la cui intensità, certamente, non riuscirebbe a lasciare impassibile nessun ipotetico lettore.
Cinque ciliegie cilieginacilieginacilieginacilieginaciliegina.

Le ciliegie parlano
è un progetto di Giorgia e Gaia
dedicato a Italo Calvino
e a Francesco De Gregori.

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