Le ciliegie parlano / Asaf Schurr, Motti

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Un ragazzo timidissimo che adora la sua cagnetta di nome Laika (come quella che è andata nello spazio per la prima volta) non riesce a dichiararsi alla sua vicina di casa; mentre continua a farsi film mentali su come sarà la loro vita insieme quando finalmente riuscirà a dirle tutto, il suo migliore amico (sposato, fedrifrago, semialcolizzato e distrattissimo) investe la povera Sara Rosenthal e lui si prende la colpa, finendo cinque anni in prigione al suo posto, pur essendo totalmente innocente. Potrebbe sembrare la cartella clinica di uno svitato, o un romanzo crudissimo, tristissimo e drammatico; potrebbe sembrare assurdo, insensato e inutile. Invece no. Motti è agrodolce.
Mettiamoci anche che lo scrittore, Asaf Schurr (il cugino che non si fila nessuno perchè siete tutti troppo presi ad applaudire David Grossman), non ha assolutamente idea di che cosa voglia dire narratore invisibile e riesce ad intromettersi con discrezione e giustizia senza risultare invadente, e avrete la ricetta perfetta: un mucchietto di pagine che si leggono velocissime, delicate e un po’ amare. Sul retro si parla di «leggerezza e incomparabile garbo»: molto giusto, oltre ad un costante senso di fatalismo e semplicità quasi incredibile per quanto sia vero, reale, toccabile. Dentro ci sono anche degli insulti (che mi sono piaciuti molto) contro i maltrattatori di cani, una ricetta per insegnare al vostro come stare al passo senza comperare un guinzaglio a strozzo, alcune notevoli citazioni di Wittgenstein (a mio parere, l’unica nota stonata e lievemente presuntuosa di tutta la faccenda) e ovviamente qualcosa riguardo alla Laika che è veramente andata nello spazio.
Prende tre ciliegie cilieginacilieginaciliegina. E mezza.

Le ciliegie parlano
è un progetto di Giorgia e Gaia
dedicato a Italo Calvino
e a Francesco De Gregori.

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