L’auriga / The chauffeur

aurigabella

(Traduzione curata da Andrea “Valerio” Del Cantone di The chauffeur dei Duran Duran – cliccare sul titolo per il testo originale)
Una raffinata lirica amorosa nella quale il poeta cerca di snudare il rapporto tra maschera e realtà, ma anche le sfaccettature della servitù d’amore.

L’AURIGA.

D’in su le piane di bitume
sdruccioli [1] movonsi, tutti
novello loco cercando.
Voi affianco assisa, lume
di novo incanto, se flutti
di rugiose stille larmando
ite [2], brillate: e ‘l calore
parmi, lasso!, menar frigore [3].

E giuso cola il sole, rato [4]
ascoso dietro l’anteriore
del vestito vostro striato
d’ombra; et il destriero l’ore [5]
a tempo sona e freme, in pleno,
col core sott’al vostro seno.

Ben oltre, lungo il cammino
pro altro die l’api vivendo
sciamano ne la caligine
sparsa. Su nel celestino
nuoti, gabbian, dirigendo
verso occaso la vertigine [6],
a ‘n’isola vana [7]. Tienti
però tra’ rai madonna: senti? [8]

E giuso cola il sole, rato
ascoso dietro l’anteriore
del vestito vostro striato
d’ombra; et il destriero l’ore
a tempo sona e freme, in pleno,
col core sott’al vostro seno.
Cantate blu argento [9], ora, monna.
Canto argento blu, madonna.

Guatando or partirsi drudi [10],
rider vi vedo: che schegge
vitree son mai fitte [11] in coto [12]
vostro, sì che via le snudi
un motto mio? Farlo degge [13]
da’ rai vostri, dando scoto
alle bugie che covate…
O le rafforzeria? Vate! [14]

Ma guatrovvi [15] in vece, monna,
lassarme indietro et ancora:
cantate blu argento, ad hora;
canto argento blu, madonna.
Una maschera di tal sorta
più che colore e forma offre:
anteporreste [16] chi non soffre,
che nobil automa vi porta [17]?

E giuso cola il sole, rato
ascoso dietro l’anteriore
del vestito vostro striato
d’ombra; e il destriero l’ore
a tempo sona e freme, in pleno,
col core sott’al vostro seno.
Cantate blu argento, monna.
Canto argento blu, madonna.

********************

[1] sottinteso: cocchi, che sulle piane di bitume sdrucciolano come quello condotto dall’auriga del carme. [2] state lacrimando gocce rugiadose. Dal momento che sta seduto a fianco alla dama e non davanti, forse il suo ruolo d’auriga riguarda la loro vita insieme piuttosto che l’essere propriamente un conducente di cocchio. [3] “e ‘l calore… frigore”: le gocce di sudore sulla pelle della madonna, provocate dal calore, fanno sentire freddi brividi all’auriga innamorato, che se ne lamenta. [4] rato: variante di ratto, vale “lestamente”. [5] “l’ore sona”: vale “batte il tempo”. [6] vertigine: la discesa del volo [7] vana: vuota. [8] la libertà del gabbiano che nuota nel cielo è contrapposta alla cattura del volatile operata dallo sguardo della  donna. [9] il cantare “blu argento” o “argento blu” pare riferirsi a un’antica formula magica udita nel conto di un trovatore da Simone Lo Buono (uno degli autori della composizione) durante la sua infanzia. Il blu e l’argento, come noto, sono colori magici, e simboleggiano non solo la notte e l’acqua che scorre, ma anche la nostalgia e l’energia vitale, il tempo perduto e il viaggio nel tempo, il blu e l’argento. [10] drudi: amanti. [11] fitte: confitte, conficcate. [12] coto: cogito, pensiero [13] degge: deve (il motto dell’auriga) [14] L’auriga è nell’angoscia: meglio cercare di togliere la maschera alla monna o così facendo la perderebbe per sempre? Ci fosse un vate ad aiutarlo… [15] vi guarderò. [16] preferireste. [17] porta: porti.

Informazioni su Mastro Giulio

Nacqui, conobbi la letteratura, conobbi il rock'nroll, li fusi.
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