L’arte di strada di Edgar Müller

Ha girato l’Europa in lungo e in largo, ha tenuto seminari, ha organizzato festivali di stradarte, ha allestito un forum per promuovere la solidarietà tra gli stradartisti: chi è? Ma sì, è lui, Edgar Müller. Nato a Mülheim, in Tedeschia, oggi lavora facendo prima dei bozzetti digitali delle sue opere (vedere i pdf, sotto) ma quando ha iniziato, nel 1968, i mezzi a sua disposizione erano ben più scarsi. Appassionato di pittura sin dall’infanzia, Müller ha iniziato a piegare verso la stradarte (quella dei madonnari, per capirsi) intorno ai 16 anni, notando una gara tra stradartisti sul cammino per la scuola e iscrivendosi. Non vinse a 16 anni, ma a 19 sì, a un altro concorso, con una copia della Cena in Emmaus di Caravaggio. Partecipò ad altri concorsi, e a 25 anni decise di aver trovato la propria strada nell’arte: avrebbe fatto il pompier no, quello è Grisù. Avrebbe fatto lo stradartista, ecco. E infatti.
Da allora… s’è già detto a inizio pezzo. Ultimamente, oltre a proporre ai piedi degli osservatori le grandi opere degli antichi maestri, il nostro Müller, ispirandosi ai fregalocchio di altri stradartisti come Kurt Wenner e Julian Beever, si è gettato in cotal strada (ha ha); almeno quando le amministrazioni comunali non lo gettano su un’altra (sig sic). E un’immagine vale più di mille parole, e qui ce ne sono parecchie. Di immagini, non di parole. Vuallà  (qui il suo sito).

Qui un pdf sfogliabile con due sue opere (cliccate due volte per una visione a schermo intero, “esc” per tornare alla pagina iniziale): “Eruzione lavica” e “Caverna a Londra”.

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