L’architettura e l’urbanistica di Omsk

muro tipico
1. Muro con una decorazione molto amata in Russia.

(Le prime puntate del reportage da Omsk di Carla Muschio le potete leggere qui).

La città ha un centro storico, che è appoggiato alla gobba del fiume Irtyš e diviso a metà dal più piccolo fiume Om’. Il cuore del centro storico è la cattedrale, da poco ricostruita. Tutte le istituzioni e i negozi eleganti sono qui e c’è una sovrabbondanza di bella architettura, che da sola giustificherebbe una visita alla città. Gravita attorno al centro, senza soluzione di continuità, la numerosa costellazione dei quartieri periferici, spesso costruiti attorno a una fabbrica oppure come villaggi residenziali. Poi, appena usciti dalla città inizia la taiga e basta percorrere una trentina di chilometri per ritrovare la natura intatta che videro i primi esploratori della Siberia.

casa legno abitata

2. Una vecchia casa ancora abitata.

Descriverò l’architettura del centro in ordine cronologico. Le case più antiche sono quelle in legno. Alla periferia se ne vedono interi agglomerati, purtroppo mal tenuti. In centro l’architettura in legno, che è una delle glorie della civiltà slava, persiste con esemplari isolati. Solo attorno alla via Tarskaja ce n’è un gruppo consistente. Dalla bellezza di quelle restaurate, utilizzate come uffici o negozi, si capisce come sarebbe bello ripristinare anche le altre. Due sono usate come musei di artisti locali: Belov e Liberov.
Nel Settecento si costruiva nello stile barocco russo. La città è piena di questi deliziosi edifici pastello decorati a stucchi bianchi, che sono tipici anche della vecchia Mosca. Quasi tutti sono tenuti male, eppure anche nel degrado la loro bellezza è prorompente.
Passiamo poi al neoclassico ottocentesco, anch’esso ben rappresentato qui, e al bizzarro eclettismo della seconda metà dell’Ottocento.

oggi scuola 2

3. Uno straordinario edificio liberty, oggi utilizzato come scuola.

Il momento di massimo splendore dell’architettura di Omsk fu il periodo a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. Il liberty si espresse qui con una fantasia senza pari. Anche molti edifici «comuni», case e fabbriche in mattoni rossi, sono dotati di grazia, si vede che sono stati pensati con cura.

liberty e condominio

4. Un esempio di liberty del 1914. 5. Condominio svuotato per un rinnovamento totale.

Veniamo all’epoca sovietica. Purtroppo l’ideologia e l’urgenza dei tempi spingevano più a dare un tetto a tutti che non a cercare la bellezza in architettura. Da qui la marea di palazzi anonimi. Molte le famose chruščevki, i palazzoni costruiti con elementi prefabbricati con cui si cercava di rispondere in fretta, negli anni Sessanta, alla fame di alloggi. Sono tristi, certo, ma al contempo caldi con le loro conserve sul balcone, la biancheria stesa, le tendine di pizzo. Per chi ci abita, sono «casa». E addirittura questi casermoni sono reputati degni di restauro. Gli abitanti vengono allontanati per qualche tempo, vengono rifatti tutti gli impianti e poi si può tornare. Omsk si è specializzata in questo e offre la sua procedura anche ad altre città.

condominio rinnovato

6. Un bell’esempio di restauro intelligente, capace di valorizzare gli elementi dell’edificio.

Oltre ai casermoni, l’architettura sovietica ha prodotto a Omsk alcune belle costruzioni in stile razionalista, severo e pulito.

ponte in festa

7. Decorazione di un ponte per la festa della città.

A venerdì prossimo.

Carla Muschio
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