L’«anno zero» del Paese all’incontrario

Anno zero, per una volta, è stato molto utile. Più caos del solito in studio, con i giornalisti che si sovrapponevano e battibeccavano, ma una puntata emblematica. Grazie, soprattutto a Belpietro e Paragone, per altro derisi per tutta la sera da Santoro, Travaglio e, in primis, dalla logica. Grazie alle provocazioni di Belpietro – che svolge al meglio il ruolo di ribaltamento della realtà utile al premier che tanto stima e apprezza – per tutta la puntata si è parlato dei compensi di Saviano e Fazio. Tanto per stare sulla linea dettata dal Giornale di Feltri che ieri mattina apriva con le foto dei presunti mantenuti da Berlusconi: Fazio, Saviano, Benigni, Scalfari, Concita de Gregorio etc. Una teoria interessante perchè sarebbe un po’ come se la Stampa aprisse con “I mantenuti dalla Fiat” e pubblicasse le foto di tutti gli operai.

Il lavoro sfrutta il capitale

Quindi, ci par di capire non è il capitale che sfrutta il lavoro, ma il contrario. Per cui non è Berlusconi che ci guadagna pubblicando Saviano, ma è Saviano che si fa mantenere dall’anziano padrone. Un punto di vista originale, ma d’altra parte stiamo parlando di Feltri, quello che ha trasformato un quotidiano, già patetico, in un bollettino immobiliare. Ma al di là del caso specifico, solo in un Paese in cui probabilmente si crede che la sera arriva perchè si accendono i lampioni, si può discutere di quanto sia buono Berlusconi che mantiene un sacco di gente. Perchè la realtà è opposta. E’, ovviamente, Berlusconi, in quanto primo ministro, che è pagato dalle tasse degli italiani. Nella realtà, infatti, paghiamo a Berlusconi pure le sue decine di guardie del corpo e quella massa di incompetenti che si è portato in Parlamento. Ma finanziamo Berlusconi anche accendendo la Tv, comprando un giornale, acquistando una polizza assicurativa, andando in banca, allo stadio e in libreria. E sarebbe lui che mantiene qualcuno? Non siamo noi che siamo costretti a mantenerlo visto i vari settori in cui ha infilato le sue manine?

Si può essere più ridicoli?

Eppure Belpietro, Fede, Feltri, Vespa e Minzolini ci raccontano un mondo in cui l’uomo più ricco del Paese, proprietario di tre televisioni e della più importante casa editrice italiana, di banche ed assicurazioni, nonchè presidente del Consiglio con la maggioranza di governo più ampia della storia d’Italia, è una vittima. Il brevilineo Cavaliere non è capace nemmeno di far costruire la Salerno Reggio Calabria, si fa ridere dietro da mezzo mondo, l’altra metà gli ride in faccia, ma non è colpa sua. Non è perchè pensa solo agli affari suoi e alle sue case ad Antigua, no, è perchè “non lo lasciano lavorare”. Ma si può essere più ridicoli?

Belpietro ieri si è addirittura presentato raccontando che la televisione è in mano alla sinistra. Ora, questo va avanti da anni, ma siccome è chiaro che la regia è unica, Libero e il Giornale cavalcano le stesse battaglie, seguiti con meno foga dai vari Minzolini di turno, forse Santoro e compagnia dovrebbero evitare di cadere nella trappola. Anche se ieri bene hanno fatto a deridere la “straordinaria” capacità giornalistica di Belpietro nell’ottenere materiale sui compensi e sulle trasmissioni della Rai. Un apprezzamento particolare, infine, va a Gianluigi Paragone che ieri è riuscito a sputtanare definitivamente il suo programma. Ha spiegato che lo pagano mille euro a puntata, che nessuno ci vuole andare, che non riesce mai a fare una puntata come vorrebbe e che probabilmente gli puzzano anche le ascelle. Ottimo spot, si vede che anche lui è portato per la televisione. Lo devono aver scelto per merito, come Bondi, Maria Stella Gelmini ed Emilio Fede.

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