Zé Violet / Lacrime di coccodrilli a bordo dell’Alfetta

joncarling_coccodrilloeconiglio

zeviolet_lampedusa

zeviolet_lampedusa2Fra la prima e la seconda notizia che vedete nelle immagini a fianco sono trascorsi 3 giorni durante i quali persino i diversamente umani hanno speso lacrime di coccodrillo per gli oltre 350 morti del naufragio all’isola dei Conigli, che non è il primo e purtroppo non è e non sarà l’ultimo.
Già negli anni Novanta i pescatori siciliani ammonivano: a noi le reti ci si rompono per i cadaveri in mare. C’è chi sta provando a tenere il conto, meritoriamente e in silenzio.
Dopo esserci asciugati le lacrime e fatto spallucce («le bare non potevano stare a Lampedusa con 40 gradi nell’hangar») alla notizia che i parenti nemmeno sono stati avvertiti della partenza alla chetichella dei corpi dall’isola, volendo ci sarebbe ancora tanto per cui bestemmiare e piangere. Basta pensare al fatto che il presidente del Consiglio Letta accarenza il ventre molle sensibile del Paese promettendo solenni funerali e niente, non si fanno e nemmeno qualcuno si prende il disturbo di avvertire i parenti o noi tutti. Poi hai voglia a dire «cambiamo la Bossi-Fini» o «la legge di stabilità non taglierà ulteriormente sanità, scuola e ricerca»: chi ti crede?
Sempre per la questione credibilità, ora che persino l’Unione Europea si accorge che economicamente qualcosa non va nell’avere il quartier generale del Frontex a Varsavia mentre la frontiera calda è parecchio più a sud in mezzo al mare, Malta che fino all’altro ieri voltava clamorosamente le spalle ai barconi pretendendo che intervenissero gli italiani, oggi reclama  aiuti economici addirittura perorando le questioni italiane.
Noi fino all’altro ieri avevamo Frattini a sostenere le nostre ragioni, come ministro degli Esteri: sai le risate. Adesso che abbiamo Mauro già ci va di culo che non abbia proposto gli F35 per il trasbordo delle bare.
Il punto è serio. Siamo europei quando presentiamo i conti, quando lo spread sale, quando i tassi strangolano le famiglie e la crisi ci schiaccia insensatamente; siamo europei quando permettiamo che organismi economici impongano la cancellazione dello stato sociale «perché ce lo chiede l’Europa»; e torniamo i soliti italiani piagnoni quando si tratta di imporre agli organismi comunitari almeno il rispetto delle regole che essi stessi hanno imposto.
Non è mai stata un’Europa dei popoli, se i migranti fossero merci avrebbero più diritti e noi avremmo più aiuti e sostegno per non farli annegare.
Ecco, adesso sì che mi viene da piangere.

Violet

(L’immagine di apertura è di Jon Carling).

Taggato , . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *