La V di Bologna

referendum bologna

L’affluenza non è stata da urlo, e questo tanto dice dello smarrimento dei cittadini; e del resto, quando la sinistra assume posizioni di centro-destra, i cittadini come si devono sentire? E’ difficile rendersi conto di come il proprio partito non esista più. E’ successo col Psi di Craxi: in quanti l’hanno votato quando già faceva schifo? Quanti galantuomini non sono riusciti ad abbandonarlo?
Comunque, il terzo di popolazione bolognese che è andato a votare ha votato bene: i cittadini contrari ai soldi pubblici alle scuole private sono stati il 60% circa. Riporto di pacca l’articolo Ha vinto Bologna ha vinto la scuola pubblica dal sito Articolo 33:

La scuola pubblica ha vinto il referendum nonostante una larga alleanza di forze politiche ed economiche abbia sostenuto l’opzione B con tutto il proprio peso. I cittadini, invece, hanno colto lo spirito democratico e propositivo di questo appuntamento e hanno difeso la scuola pubblica con il proprio impegno e la propria partecipazione, per rilanciarla come una priorità della politica. Un risultato del quale l’Amministrazione dovrà tenere conto, a partire dal Consiglio comunale che entro tre mesi ha l’obbligo di deliberare in merito.
Oggi le ragioni della scuola pubblica escono rafforzate dal referendum di Bologna: i diritti contano, i cittadini contano. Questo risultato è nell’interesse di tutti e del modello di convivenza e di civiltà che la nostra città ha sempre avuto. Bologna non ci sta a lasciare fuori qualcuno dalla scuola pubblica e si riprende il suo ruolo di avanguardia, lanciando un messaggio al Paese: la scuola di tutti, laica e gratuita, è un bene comune e deve rimanere un diritto come sancito dalla nostra Costituzione.

Attendiamo ora fiduciosi che i partiti se ne freghino come sempre (tanto ormai tra partiti e cittadini è guerra: e questo è il massimo problema, la radice di quasi ogni male).

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