La statua della libertà di New York

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La Statua della Libertà, posta all’entrata del porto sul fiume Hudson, al centro della baia di Manhattan, visibile per un raggio di 40 chilometri, è indiscutibilmente il monumento simbolo di New York.
Venne progettata con vero slancio ideale dallo scultore francese Frédéric Auguste Bartholdi come omaggio del popolo francese a quello statunitense, in celebrazione della libertà da questo conquistata il 4 luglio 1776 con l’indipendenza dall’Inghilterra.

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Per la costruzione della statua, a spese dei francesi, e del piedestallo, finanziato dagli americani, vennero aperte sottoscrizioni nei due paesi cui parteciparono alcune istituzioni, ma anche tanti semplici cittadini, di cui si sono conservati i nomi, con le toccanti frasi di accompagnamento alle donazioni.
La statua venne inaugurata nel 1886. Rappresenta la dea romana della libertà, Libertas, che era venerata soprattutto dagli schiavi affrancati. Il braccio destro levato in alto regge una fiaccola. Nella mano sinistra tiene un libro su cui è scritta la data della Dichiarazione di Indipendenza.
Per la statua, Bartholdi si ispirò in parte alla Legge nuova (foto sotto, presa da Wikipedia) di Camillo Pacetti, sul Duomo di Milano (altri propongono invece la Libertà della Poesia di Pio Fedi come ispirazione).

camillo pacetti la legge nuova

Il volto, modellato su quello della mamma dello scultore, era il primo a sorridere agli emigranti quando la loro nave si avvicinava alla meta. Davvero segnava per molti la conquista della libertà. Ma in America non c’era, e non c’è, libertà per tutti. Infatti poco dopo l’inaugurazione della statua «The Cleveland Gazette», una rivista degli afro-americani, scrisse:

“La libertà che illumina il mondo”, proprio! Questa espressione ci fa vomitare. Questo governo è una vera farsa. Non sa o meglio non vuole proteggere i cittadini all’interno dei suoi confini. Buttate nell’oceano la statua di Bartholdi con la sua torcia e tutto il resto finché in questo paese non si instauri una ‘libertà’ tale da permettere a un uomo di colore mite e operoso di guadagnare dignitosamente da vivere per sé e la sua famiglia senza diventare vittima del Ku-Klux-Klan, senza essere magari assassinato, senza che sua figlia o sua moglie sia violentata e i suoi beni distrutti. L’idea che la “libertà” di questo paese “illumini il mondo”, o anche solo la Patagonia, è veramente ridicola.

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Temo che non siano in molti oggi a venerare la statua come effige di una dea e neanche come simbolo di libertà. Essa è piuttosto una meta turistica e un’icona della città di New York. Probabilmente l’abbiamo vista mille volte, in originale o in riproduzione, eppure proprio per questo, se provi a ricordarne le fattezze, potresti trovarti in difficoltà, perché l’abitudine rende ciechi. Che cos’ha sulla testa questa statua? E ai piedi? Oh, libertà!

Carla Muschio
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