La spada nella roccia

beardsley_castello

Lettore, in questa rubrica trovi ogni volta la mia narrazione di un episodio del ciclo di re Artù, seguita da una sua variante moderna. Sei invitato a scrivere il finale secondo la tua fantasia, in sintonia o in opposizione alla vicenda base, e inviarlo alla maestra entro le ore 20 di domenica prossima. Le soluzioni migliori saranno pubblicate nella «vetrina» della puntata, insieme al finale della storia scritto da me. A Natale chi avrà dato i contributi più abbondanti e interessanti riceverà un libro omaggio.
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. In apertura: un’immagine di Aubrey Beardsley).

Carla Muschio
Scrivimi e visita il mio sito

Dopo la morte di Uther Pendragon l’Inghilterra non aveva un re e vi regnavano il sopruso e la confusione. Il mago Merlino andò dall’arcivescovo di Canterbury e gli disse: «Nel cimitero c’è una pietra in cui è conficcata una spada sulla cui lama è scritto: chi estrarrà questa spada dalla roccia sarà re d’Inghilterra. Convoca quindi per la festa di Natale tutti i signori del regno così che uno di loro possa estrarre la spada e diventare re».
Dopo la messa di Natale tutti tentarono, ma nessuno ci riuscì. Si estese allora al popolo la sfida della spada, ma essa resisteva a tutti i tentativi. Si decise di indire una giostra per Capodanno, così che molti valorosi accorressero e tentassero di estrarre la spada.
Sir Ector andò alla festa con il figlio Sir Kay e il giovane Artù. Quando erano quasi giunti alla giostra, Sir Kay si accorse di aver dimenticato a casa la spada e mandò Artù a prenderla. Artù trovò la casa chiusa e, volendo che il fratello avesse una spada, pensò di provare a estrarre quella che spuntava dal masso nel cimitero. Con facilità la spada si sfilò dalla pietra.
Quando Ector vide la spada che Artù aveva portato, capì che si trattava della famosa spada nella roccia. Chiese ad Artù di mostrargli come avesse fatto e il giovanetto più volte mise e tolse la spada nel masso. E questa prodezza riusciva solo a lui. Sir Ector rivelò allora ad Artù di non essere il suo vero padre. Disse che Merlino l’aveva portato neonato in casa sua perché venisse adottato.
Artù estrasse la spada dalla roccia alla presenza dell’arcivescovo e di tutti i nobili. Pur avendo constatato il fenomeno, essi si opposero all’incoronazione di Artù e temporeggiarono fino alla Pentecoste, ma alla fine dovettero cedere. Artù venne incoronato re d’Inghilterra.

 

Variante

Nella città di Cracovia viveva una fanciulla che amava la poesia e le belle lettere. Si chiamava Wislawa Szymborska. Quando incominciò a pubblicare, non divenne particolarmente famosa, ma i suoi lettori la amavano per la schiettezza e la profondità dei suoi versi.
Un giorno a Stoccolma si riunì il comitato per assegnare il Premio Nobel 1996 per la letteratura. Dovevano scegliere chi insignire di questa importante onorificenza. Qualcuno propose il nome della Szymborska. Pochi la conoscevano. Disse allora il socio che aveva proposto la sua candidatura: «Vi leggerò una sua poesia. Se prima della Pentecoste troverete uno scrittore vivente che abbia scritto una pagina più toccante, il Premio Nobel per quest’anno andrà a lui».

Taggato . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *