La libellula

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Lettore, leggi il testo sotto. Poi tocca a te. Sei invitato ad andare oltre il testo leggendolo come un’allegoria. Non c’e’ un’unica soluzione. Vanno bene tutte le chiavi, pur che aprano verso significati nuovi. Inviami la tua risposta entro lunedi’ prossimo. Le letture piu’ belle saranno pubblicate nella vetrina. Alla fine dell’anno 2013 si vincono altri tre libri (i primi tre son già stati spediti), assegnati a suo capriccio da uno dei curatori del sito.

Carla Muschio
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La libellula è un insetto di grande leggiadria. Il corpo snello e allungato finisce in una testa mobile, che le permette di seguire facilmente la preda con i suoi grandi occhi sfaccettati. Ha due coppie di ali dalla bella coloritura che si muovono in maniera indipendente, così che la libellula è in grado di planare e anche di volare all’indietro. Le sei zampette le servono per aggrapparsi e, volendo, per camminare, ma per muoversi la libellula preferisce volare. È una cacciatrice di zanzare e altri piccoli insetti, che mangia con le sue mandibole dentate, talvolta tenendo la preda ferma con le ali.
Chissà se la libellula, quando da ninfa si libera del tegumento, apre le ali, le asciuga al sole e si libra nel suo primo volo, ricorda di essere stata larva e di aver compiuto dalle 10 alle 15 mute? Anche da larva mangiava insetti, con un apparato masticatore costituito da un labium molto sviluppato provvisto di polpi terminali che funzionavano come pinze.
La libellula adulta deve pensare alla riproduzione. A questo fine si porta vicino all’acqua, il suo habitat preferito. Il maschio trasferisce lo sperma dall’orifizio genitale ai genitali secondari e vola alla ricerca di una compagna. Trovatala, la afferra per la nuca fino a che lei non curva l’estremità dell’addome per ricevere lo sperma. Dopo la fecondazione il maschio si alza in volo continuando a trattenere la femmina, stimolandola a depositare le uova. Le uova fecondate vengono deposte direttamente nell’acqua oppure su piante acquatiche e si schiudono dopo circa un mese. Le larve che ne escono sono predatrici acquatiche che solo successivamente, di metamorfosi in metamorfosi, raggiungono la terra e infine, da adulte, il libero cielo.

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