La cucina a Omsk

pub Kolchak

1. Monumento a Kolčak fuori del pub di un suo ammiratore.

Molti negozi di cibo vantano di essere aperti 24 ore su 24, tutti i giorni della settimana. È come se ci fosse una fame atavica che fatica a saziarsi. Facendo la spesa si nota una forte presenza di multinazionali straniere, anche per prodotti che in Russia ci sono sempre stati, come i latticini, i dolciumi. Dispiace questa perdita dell’identità russa, frutto degli accordi commerciali della classe dirigente, ma anche del bisogno di apertura e di nuovo di cui il cibo è simbolo.

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2. Uno degli ultimi fregi prerivoluzionari.

Nei locali, bar, caffè, ristoranti dominano gli stessi sentimenti. Quasi tutti offrono: insalata greca, insalata Cesar, pizza, spaghetti, tiramisù. Non tutti riescono a preparare questi piatti come nei loro paesi d’origine. La rucola, come un tempo il prezzemolo, è onnipresente. Dev’essere la moda del momento.

ristorante italiano

3. Un ristorante italiano in uno splendido palazzo (anche se un po’ rovinato).

I ristoranti che offrono cucina russa sono forse uno su cinque. Deduco che il pubblico al ristorante vuole mangiare qualcosa di speciale, non la cucina di casa.

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4. Contadine che vendono i propri prodotti.

Io però, essendo interessata al cibo russo, ho frequentato i ristoranti di cucina nazionale. Ho spesso mangiato bene, piatti preparati con cura e ben presentati, solo che la gamma dei menù è un po’ limitata, come se non ci fosse interesse a riprendere e sviluppare le ricette tradizionali russe.

palloncini

5. Venditrici di palloncini per le vie del centro.

 

(continua il prossimo venerdì. Le altre puntate del reportage su Omsk le trovate così).

Carla Muschio
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