La benzina

Barbara sale in macchina. Oggi deve andare  in studio e lo studio è fuori città. Sa che potrebbe esserci traffico, anche se sono le dieci del mattino e chi doveva andare a scuola o in ufficio è già ampiamente arrivato. Accende il motore della sua bella auto nuova. Piccola, ma con tutti i comfort. Parte e subito dopo accende anche la radio. Dopo qualche incrocio e alcuni chilometri, ma sempre in città, sente che il motore fa un rumore strano e il pedale dell’acceleratore non pare risponderle. Si preoccupa. Non le è mai successo di avere problemi con questa macchina, è sempre andata come una cavallina fedele. E poi si può dire che sia nuova, ce l’ha da due mesi. Cosa diavolo ha? Adesso Barbara, oltre alla preoccupazione, sente anche montare la rabbia. La macchina rallenta da sola. Barbara cerca di accostare, ma è difficile trovare parcheggio e la macchina si ferma del tutto proprio nel controviale. Lei si affaccia al finestrino e guarda perplessa la vettura dietro a sé. Prova a spegnere e riaccendere il motore. Niente, non vuole ripartire. Dietro a lei si è formata una fila e già qualcuno suona. Barbara sente un gran caldo alla testa. Forse sta arrossendo per l’imbarazzo. Scende dalla macchina e la guarda sconsolata. Volge lo sguardo alle vetture sulla via allargando le braccia come a dire: non è colpa mia e vede avvicinarsi due giovanotti che sono scesi da una delle macchine in coda. Le dicono:
-Signorina, si metta al volante, la spingiamo noi.
La spingono con facilità e le fanno segno di puntare il muso verso un portone. Così la strada si è liberata e il traffico può tornare a scorrere.
Barbara vorrebbe trattenere quegli angeli ma loro fanno un sorriso, salutano e si affrettano ad allontanarsi. Non vogliono perdere altro tempo.
Barbara prova a riaccendere il motore e guarda sul cruscotto gli indicatori dei livelli. Acqua, olio. Benzina! Ecco perché si è fermata la macchina. Banalmente, è finita la benzina.
La donna guarda l’orologio. Era partita con anticipo ma adesso, dopo questo inconveniente, deve sbrigarsi, se no farà tardi in studio.
Benzina. Dove sarà il distributore più vicino? Percorre la via fino a trovare un bar e se lo fa indicare.
Corre fino al distributore, perché adesso si sente veramente in ritardo. Inoltre, deve sfogare la tensione in qualche modo.
Alla pompa di benzina spiega con vece allarmata il suo problema. L’addetto le risponde in tono normale, senza condividere il suo senso di tragedia. Certo che pensa dentro di sé: “donne al volante!” ma non lo esprime a parole. Le vende una tanica di benzina e la guarda correre via, ammirando le gambe agili di Barbara che fanno svolazzare la gonna.Arrivata alla macchina, sorge un nuovo problema. Serve un imbuto per versare la benzina dalla tanica al serbatoio. Avrebbe voglia di piangere ma non può permetterselo. Torna al bar. Il barista è un uomo di cuore, lascia al banco la moglie e va ad aiutarla.Adesso che è stata messa la benzina la macchina riparte come se nulla fosse accaduto e Barbara si slancia verso il suo studio. Man mano che si allontana dalla scena della sua vergogna avvicinandosi alla meta, si calma. Arriverà per un pelo, ma non farà tardi.
Finalmente tranquilla, incomincia a domandarsi come le sia potuto accadere di restare senza benzina. Ma certo! Giuseppe sarà andato in ferie, ecco la spiegazione.
Barbara è figlia unica. Anche se è grande e vive da sola, rimane sempre una figlia viziata. Uno dei vizi che il padre le dà è il pieno della benzina. Siccome la piccola ditta di papà ha sede nello stesso palazzo dove vive Barbara, Giuseppe, il fattorino e factotum dell’ufficio, ha il compito di fare il pieno alla macchina della signorina ogni tot giorni. Lei, sicura di questo, non guarda mai l’indicatore della benzina. Ecco come ha fatto a rimanere a secco.
“E mi è andata ancora bene – pensa. – Cos’avrei fatto se la benzina fosse finita di botto mentre filavo in autostrada? O se fossi stata in campagna…” Poi le viene in mente il fidanzato. – Però anche Paolo, accidenti a lui, certe volte usa questa macchina. Non poteva controllare lui? Non sono mica un uomo, io. Non posso arrivare a tutto.”
Barbara è arrivata in studio. Parcheggia e per alcune ore ha il sollievo di poter dimenticare la benzina per pensare solo al lavoro.

Lettore, adesso tocca a te. Sei invitato ad andare oltre il testo leggendolo come un’allegoria. Non c’e’ un’unica soluzione. Vanno bene tutte le chiavi, pur che aprano verso significati nuovi. Invia la tua risposta alla maestra entro lunedi’ prossimo. Le letture piu’ belle saranno pubblicate nella vetrina. Alla fine dell’anno si vincono tre libri, assegnati a suo capriccio da uno dei curatori del sito.

Carla Muschio
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