Ivano e le trecento damigelle

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Lettore, in questa rubrica trovi ogni volta la mia narrazione di un episodio del ciclo di re Artù, seguita da una sua variante moderna. Sei invitato a scrivere il finale secondo la tua fantasia, in sintonia o in opposizione alla vicenda base, e inviarlo alla maestra entro le ore 20 di domenica prossima. Le soluzioni migliori saranno pubblicate nella «vetrina» della puntata, insieme al finale della storia scritto da me. A Natale chi avrà dato i contributi più abbondanti e interessanti riceverà un libro omaggio.
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. In apertura: un’opera di Aubrey Beardsley).

Carla Muschio
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La storia

Ivano, un cavaliere della Tavola Rotonda, è in viaggio, impegnato a perseguire un’avventura. Lo accompagnano una damigella che ha richiesto il suo aiuto e un leone, che lo segue per gratitudine, avendogli Ivano salvato la vita.
La sera giungono a un castello. La popolazione del luogo avverte Ivano di non entrare, perché nessun cavaliere ne è mai uscito. L’eroe tuttavia osa bussare alla porta del castello e affrontare il pericolo.
Viene accolto con tutti gli onori, ma gli viene detto che l’indomani, prima di andarsene, dovrà combattere contro due guerrieri.
Nel giardino del castello Ivano vede trecento damigelle intente a filare, tessere, cucire e ricamare stoffe preziosissime. Gli viene spiegato che il loro signore, il re dell’Isola delle Pulzelle, si è impegnato a inviare ogni anno trenta fanciulle come schiave ai due guerrieri, che sono crudeli figli del diavolo. Le fanciulle sono lacere, affamate, sciupate dal gran lavoro. Ivano in cuor suo spera di sgominare i guerrieri per poter affrancare le povere fanciulle.
Viene il momento del combattimento. I due figli del diavolo si presentano minacciosi e forti. Impongono di rinchiudere il leone in uno sgabuzzino, così che l’animale non possa venire in soccorso al padrone. Le forze sono impari e i due figli del demonio stanno per avere la meglio, ma il leone riesce ad abbattere la porta dello sgabuzzino e unirsi alla lotta. I malvagi sono sgominati e uccisi. Ivano, con la sua pulzella e il suo leone, lascia il castello insieme alle trecento damigelle, cui concede la libertà.

 

La variante

Una compagnia di abbigliamento italiana aveva impegnato due affaristi asiatici ispirati dal demonio a far prigioniere trecento operaie per fornire loro capi di abbigliamento a basso prezzo da vendere sul mercato italiano. Le povere donne erano mal pagate, mal abbigliate, mal nutrite, ma non sapevano come affrancarsi.
Un giorno un gruppo di attivisti sindacali della compagnia di abbigliamento italiana volle recarsi in Oriente per visitare quella fabbrica.

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