Io non rubavo l’oro

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Lettore, leggi il testo sotto. Poi tocca a te. Sei invitato ad andare oltre il testo leggendolo come un’allegoria. Non c’e’ un’unica soluzione. Vanno bene tutte le chiavi, pur che aprano verso significati nuovi. Inviami la tua risposta entro lunedi’ prossimo. Le letture piu’ belle saranno pubblicate nella vetrina. Alla fine dell’anno 2013 si vincono altri tre libri (i primi tre son già stati spediti), assegnati a suo capriccio da uno dei curatori del sito.
(Nell’immagine: una bici rimasta appoggiata ad un albero dai tempi della II guerra mondiale, dall’albero seminghiottita).

Un uomo lavorava come operaio in una fabbrica per la lavorazione dell’oro. Al’uscita dalla fabbrica c’erano delle guardie che facevano dei controlli agli operai per evitare che rubassero. Ogni sera dopo la giornata di lavoro lui si presentava in bicicletta all’uscita. Il cestino della bicicletta era sempre pieno di sabbia. Ripetute volte durante i suoi quarant’anni di lavoro in fabbrica le guardie avevano setacciato quella sabbia e gli avevano controllato le tasche, senza mai coglierlo in fallo.
Un bel giorno questo operaio andò in pensione. Dopo poco tornò a salutare gli ex compagni di lavoro alla guida di una bellissima macchina sportiva. Le guardie gli dissero:
– Adesso che sei in pensione puoi confessare. Come facevi a rubare l’oro?
– Ma io non rubavo l’oro. Rubavo le biciclette.

Carla Muschio
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