India da cani: uomini e topi

Bombay sonno sul marciapiede_MOD LIGHT

(Qualcuno degli affezionati lettori di questa rubrica si sarà domandato: come mai la puntata scorsa è saltata? Dove son finiti i cani? Scappati? Era rimasto aperto il cancello? No. Solo il gestore del sito che si è preso una vacanza senza avvisare. Oh allora? Pardon. Da settembre daParte riparte; e intanto, ecco l’ultima puntata dell’India da cani).

Dai tempi della dominazione britannica fino al 1994 la soluzione adottata a Bombay fu l’accalappiacani. I cani randagi venivano sistematicamente catturati e soppressi. Nonostante questo, i danni arrecati dai cani non si riducevano. Come mai?

cane nell'edicola votiva 1_MOD LIGHT

È stato osservato che dopo la scomparsa di un cane dal branco, gli altri diventano più violenti. L’uomo allora intensifica la lotta, ma l’escalation della violenza lascia la situazione immutata, senza portare alla vittoria definitiva di una delle due parti. E meno male, perché se vincessero i cani, dovrebbero andarsene gli uomini dal territorio. Se invece gli uomini sterminassero i cani randagi, aumenterebbero enormemente i topi, facendo danni ancora maggiori.
Dal 1994 al 2008 la città di Bombay adottò una politica meno cruenta nei confronti dei cani randagi: essi venivano catturati, sterilizzati, vaccinati contro la rabbia e riportati nel loro habitat. Nel 2008, tuttavia, questa pratica venne reputata insufficiente e si decise di ritornare ai metodi precedenti. Così la lotta continua. Oggi la missione di vaccinare e sterilizzare i cani randagi è portata avanti, a proprie spese, da alcune organizzazioni di volontari.

Bombay cane del centro MOD LIGHT2

Anche a Benares ci sono «amici dei cani» che provvedono a vaccinarli e sterilizzarli. Il comune di Benares invece cattura i randagi e dice di rilasciarli «in un luogo lontano». Ma ogni giorno l’ospedale Shree Shiv Prasad Gupta della città tratta una trentina di pazienti per morsi di cani sospettati di rabbia.
Dai dati che ho presentato, la mia conclusione è che sarà impossibile placare la violenza
dei cani d’India se non creando condizioni di vita giuste e dignitose per il più antico amico del cane, l’uomo.

 Carla Muschio
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