India da cani: lungo il Gange

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I cani del centro di Benares non hanno il collare. Alcuni sono randagi, ma tanti un padrone ce l’hanno. Però, da cani proletari, badano da soli alla loro passeggiata e conoscono da sé la via di casa, non si trovano mai a dover essere identificati e riportati al padrone perché si sono smarriti.

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I cani di Benares sono indipendenti, e anche intelligenti e miti come i loro padroni, se li hanno, o comunque come la civiltà degli uomini in mezzo a cui vivono.

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Pur con tutta la povertà che c’è, non ho mai visto un cane veramente morto di fame. Un boccone si trova sempre e in qualche modo si vive. Però non sempre bene. Le cicatrici, il pelo sporco, le chiazze sul corpo fanno da metafora al grande dolore dell’India.

Carla Muschio
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