India da cani: centro e periferia

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Credo proprio che il PIL di Mumbai/Bombay sia superiore a quello di Varanasi/Benares, ma non si può dire delle due che la prima sia una città di ricchi e la seconda una città di poveri. È solo che il visitatore comune, il turista, frequenta più spesso il centro di una città, dove sono in effetti concentrati i principali monumenti, i musei, i servizi, trascurando la periferia. Ma ci sono città dal centro ricco e altre dal centro povero. A Mumbai i quartieri del centro, dove un appartamento costa come a Milano, sono territorio esclusivo della classe agiata. I milioni di poveracci che servono gli abitanti del centro abitano la sconfinata bidonville che si può vedere dall’aereo atterrando in questa città. Per aggiungere il danno alla beffa, periodicamente qualche sezione della bidonville viene sgomberata a forza da qualche politico di turno, dimentico del fatto che se gli sgomberi fossero efficaci davvero, l’economia di Bombay crollerebbe insieme alla classe dirigente della città.

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A Varanasi si verifica il caso opposto. Il centro è costituito da sontuosi palazzi sul lungofiume, perlopiù disabitati, e un reticolo di vicoli dietro ad essi, molto densamente abitati dai popolani. Un tempo erano pescatori delle acque del Gange, mandriani e lattai, artigiani di ogni denominazione che rifornivano di beni di lusso gli abitanti dei suddetti palazzi, nobili e re di altre contrade che, stanchi delle loro molte vite, preferivano incontrare la morte nella santa città di Benares, dove, si dice, chi muore è veramente morto e si fa un baffo della sventurata umanità condannata a una vita eterna di reincarnazioni, condannata al peso della fatica di vivere.

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I nobili abitanti dei palazzi che bordeggiano il Gange hanno perso il loro patrimonio con l’indipendenza del paese, ma nella città è sorta una nuova classe di ricchi, le cui fortune si devono a traffici moderni: industria e turismo. Per ospitare queste persone e anche gli alberghi moderni dove soggiornano i turisti la città si è estesa in periferia, dove le strade sono ampie, si può circolare agevolmente in automobile, fare acquisti al centro commerciale, prendere il fresco in giardino. Certo, non c’è la bellezza dell’architettura antica, ma bisogna accontentarsi.

Carla Muschio
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