India da cani: Bombay

Bombay bassotto_MOD LIGHT

Bombay non è nata come città indiana e tuttora si percepisce l’innaturalità della sua crescita. Nel XVI secolo i Portoghesi scelsero il territorio dove oggi sorge la città, un gruppo di isole abitate da piccole comunità di pescatori, per installarvi una base commerciale. Via via si costruirono case e istituzioni, che nel XVII secolo, come frutto di accordi tra sovrani, passarono di mano in quanto vennero rilevate dagli Inglesi. Nel 1687 la East India Company stabilì a Bombay il suo quartier generale. Solo due anni dopo, nel 1689, la città veniva devastata dai Mughal, dominatori di altre parti dell’India, che la riconquistarono. Tuttavia nel XVIII secolo si consolidò la presenza inglese in India e Bombay divenne la «porta d’ingresso! del paese (come celebra il monumento «Gateway to India»), la perla più preziosa nella corona britannica.

Sonno sotto panchina_MOD LIGHT

Venne pianificata e costruita per diventare una sorta di Londra d’India, un centro di commerci (soprattutto di cotone e tessili) la cui ricchezza era espressa e simboleggiata da monumentali edifici in stile vittoriano che ospitavano le istituzioni della città.

Bombay a spasso_MOD LIGHT

Questi begli edifici, solidamente costruiti, caratterizzano tuttora il centro della città. Nel 1947 l’India ottenne l’indipendenza dall’Inghilterra, ma Bombay ha mantenuto una forte affiliazione ideologica al mondo occidentale, restando anche oggi una sorta di città «straniera» in terra d’India.

Carla Muschio
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