Il tavolino greco

kafenion

Lettore, leggi il testo sotto. Poi tocca a te. Sei invitato ad andare oltre il testo leggendolo come un’allegoria. Non c’e’ un’unica soluzione. Vanno bene tutte le chiavi, pur che aprano verso significati nuovi. Inviami la tua risposta entro lunedi’ prossimo. Le letture piu’ belle saranno pubblicate nella vetrina. Alla fine dell’anno 2013 si vincono altri tre libri (i primi tre son già stati spediti), assegnati a suo capriccio da uno dei curatori del sito.
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire).

Il tavolino tipico del kafenion greco possiede una forma perfetta per adattarsi alle asperità del terreno, che spesso non è piano nemmeno nella piazza del paese.

La verde democrazia sul tavolo

Il colore è verde. Naturalmente, nulla vieta di dipingerlo in un altro colore, ma ora stiamo parlando della forma base, l’archetipo, da cui ogni tavolino greco discende, con variazioni minime o più spesso nulle.
Il piano è democraticamente tondo, così nessuno è a capotavola. Ci si può stare bene seduti da soli o fino a un numero di quattro. Se si è di più, meglio aggiungere un altro tavolino.
Il materiale in cui è costruito è il ferro; così, si può lasciare fuori anche nella pioggia. Al massimo, se si arrugginisce, si darà una mano di vernice (verde, naturalmente).

Gambe sinuose

Il piano del tavolo è retto da tre gambe. Si noti: tre e non quattro. Questo dà particolare stabilità al tavolino, perché la forma di triangolo equilatero creata dai tre piedini del tavolo è più adattabile di quella del rigido quadrato, ma altrettanto solida. Ho visto (in un museo) anche delle sedie greche a tre gambe.
Le gambe non sono diritte ma sinuose. Ciascuna ha la forma di un arco di cerchio che si appoggia a un’estremità al lato esterno del tavolo e con l’altra poggia a terra. Il piedino si estende per qualche centimetro e ha un buco che permette di fissare il tavolo a terra con una vite. A una decina di centimetri da terra le tre gambe fanno da vertice a un triangolo equilatero che le fascia e che funge anche da poggiapiedi. Nel loro punto centrale, là dove si avvicinano maggiormente, le gambe sono raccolte da un grazioso cerchietto (che però può anche essere un triangolo). Tutto questo garantisce la stabilità e coesione degli appoggi.
Questa perfezione formale non deve stupire. Sono stati i matematici greci antichi a darci le misure del mondo.

Carla Muschio
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