Vetrina: il solito tram tram

late tram

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma a Natale i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte. Quindi, scrivetemi!
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Carla Muschio
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Lettura

Trasporti pubblici. Lascia scendere prima gli altri senza discutere. Non occupare più di un posto. I tuoi effetti personali non devono debordare. Offri il tuo posto a chi ne ha più bisogno di te, soprattutto gli anziani e le donne incinte […]. Non leggere il giornale del vicino e sta’ attento a non fissare nessuno […]. Se possibile, ringrazia l’autista: sarai l’unico a farlo.

(tradotto da Fleur Britten, Etiquette for Girls, Debrett’s 2006, p. 75)

Vetrina

Luciano
Il tram è metafora dell’Italia con tanta maleducazione, volgarità, disinteresse per il prossimo specie se più debole, disprezzo del bene comune e del senso di comunità, disponibilità a prevaricare quando conviene e servilismo sempre quando conviene, mancanza di rispetto per l’individuo che ci sta accanto ma semmai curiosità appiccicosa. Sembra priva di soluzioni e di speranza questa corsa in tram. Se poi si volesse nutrire qualche illusione del contrario servirebbe che i piu’ suggerissero o costringessero a salire e scendere per le vie corrette, chi sta a terra si mettesse in fila, la signora con carrello si scusasse del fastidio che provoca, la professoressa rifiutasse il posto servilmente offertole dall’alunno insegnandogli che va dato a chi ne ha bisogno per età o perché ha un bimbo in braccio, ammonendo gli altri alunni che fanno muro, quello che occupa due posti fosse redarguito dai presenti a lui circostanti, le persone che occupano l’uscita scendessero per poi risalire, il cortese signore che sorregge Marzia apparisse normale e non marziano…
Ma e’ tutto molto ipotetico ed utopico, in definitiva inutile, perché semmai tutto peggiorerà nel tram e attorno al tram.

Elena Trabaudi
Il tram – o il bus – è una guerra e bisogna essere attrezzati.
Marzia e la mamma con bambina sono troppo inglesi per i mezzi di comunicazione italiani. Se si è primi, come Marzia, può succedere di essere superati dallo sgomitatore di turno, ma non da tutta una fila. Lo stesso per la signora con prole; infatti i ragazzi possono non accorgersi di quello che avviene intorno, ma sta anche a lei di farsi strada con decisione invece di aspettare buona buona il successivo autobus. Se tanto mi dà tanto, e visto che anche nella fila successiva ci saranno ragazzi italiani e non adulti europei, di nuovo si troverà nell’impossibilità di salire.
E ora passiamo alla situazione a bordo. Bene lo studente che cede il posto alla prof, anche perché se no rischia la bocciatura; bene anche il signore distinto che (stranamente) aiuta la povera Marzia a rialzarsi. Chi ha cose ingombranti tipo passeggini o carrelli della spesa dovrebbe limitare l’ingombro dei medesimi, invece spesso pare che si faccia un punto d’impegno di allargarsi al massimo. Mi limito a osservare che, quando mia figlia era piccola, avevo un passeggino Chicco a ombrello, che si ripiegava del tutto. In questo modo non occupavamo quattro metri quadri.
A proposito: non cedete il posto a adulti con bambini! Faranno sedere il bambinone stando loro in piedi pur di far stare comodo il principino.
Da ultimo, non si occupano due posti e non si legge il giornale altrui o i messaggi sullo smartphone del vicino. Ma mi sa che siano tutte parole al vento.

Rosa
Marzia tutti i giorni  in qualche modo un po’ subiva le dinamiche di tanti passeggeri del tram….vivendole come dei veri e propri abusi… finché non venne il momento della riscossa. Marzia oltre ad insegnare lavorava a maglia. Quella mattina arrivò sul tram per il lungo viaggio verso scuola con dizionari, compiti in classe e lavoro a maglia. A tre studenti alla fermata chiese di portarle i libri sul tram mentre lei teneva i fili della maglia. A bordo aprì i compiti e  dizionari in modo da occupare quattro posti, mentre appese il lavoro a maglia alle maniglie del tram. Provò anche la lezione a voce alta. Tutti la guardarono tra l’indispettito e  ancor più lo sbigottito,  ma non osarono dir nulla: chi l’aveva come insegnante, chi come collega e chi avrebbe potuto averla come tale.

Lodovico Re
Ognuno perso nel suo mondo, perso nelle pagine dello sport del suo giornale, perso nei suoi guai, perso nella sua pagina facebook convinto di esser iperconnesso.

Francesca Taddei
Secondo le buone maniere, tutti dovrebbero salire senza spingere e senza passare avanti, quindi Marzia dovrebbe essere la prima, poi gli altri in ordine di arrivo (se poi qualche uomo vuole essere gentile può far passare prima le signore). Idem per coloro che scendono: tutti in ordine, senza spingere e dalla porta centrale.
Il gruppo di scolari deve scorrere in avanti, in modo da lasciare posto a chi sopraggiunge dopo, tipo la mamma con la bambina. Tra l’altro, se qualcuno vede la scena, fa bene ad avvisare il conducente del suo arrivare di corsa, in modo che non le venga chiusa la porta proprio mentre sta salendo. Per la professoressa con lo studente, va bene che il giovane le ceda il posto, ma non ho ben capito se si tratta di un’insegnante che porta in giro la sua classe: in questo caso è meglio stare in piedi e vigilare sui ragazzi di cui ha la responsabilità!
In caso di autobus affollati, poi, non sarebbe permesso portare oggetti ingombranti come il carrello della spesa. Se proprio non può fare la spesa a un’ora meno di punta, che almeno la signora cerchi di arrecare meno disturbo possibile e si scusi con i passeggeri vicini.
Molto maleducato il signore che invade il sedile accanto leggendo il giornale. Peccato veniale invece sbirciare il giornale altrui. Più grave farlo con il cellulare del vicino, visto che si tratta di una violazione della privacy. (La fanciulla però dovrebbe ridurre la suoneria, cosa che non fa praticamente nessuno).
Infine, se si fa cadere un’altra persona intralciando la corsia, bisognerebbe almeno chiedere scusa.

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