Il lato A del caso B.

contrariodib

Dopo la sentenza della Cassazione che ha stabilito la condanna alla cocuzza del Pdl (4 anni e interdizione dai pubblici uffici. Secondo una legislata votata ai tempi del governo Monti, i condannati a pene superiori ai 4 anni sono incandidabili a vita. Monti ha governato con la maggioranza in mano al Pdl) son fioccate le opinioni che manco al festival di San Scemo. Polito, uno di quelli che per dimostrare di esser di sinistra dice sempre cose di destra, ha sostenuto (sul «Corsera») che la condanna infligge una figuraccia internazionale all’Italia, perché la cocuczza del Pdl è stato più volte capo del governo, dimenticando 1) che internazionalmente tutti sanno chi sia la cocuzza del Pdl (a cominciare dall’«Economist», settimanale di destra), 2) che la figuraccia l’Italia l’ha fatta eleggendolo più di una volta, 3) che così, politamente, suggerisce che la legge non debba esser uguale per tutti e 4) che la figuraccia l’Italia la fa a permettere a un criminale condannato di dettar condizioni e agenda al presidente della Repubblica e al governo. De Gregori, subito santificato dal «Giornale», ha detto che è stato un «errore pensare di eliminare Berlusconi per via giudiziaria», come a dire: è vero, i giudici han voluto farlo fuori dalla politica; e manco una parola sul Pd e precedenti incarnazioni che invece tutto ha fatto per mantenerlo in politica.
Non ho invece letto, e magari mi è solo sfuggita, una cosa semplicissima. La scrivo bella grossa perché mi pare in giro ci sia una durezza pari solo a quella di chi non ha mai assegnato un Oscar alla regia a Stanley Kubrick:

Non si è cercato di far fuori politicamente il padrone del Pdl per via giudiziaria. L’esatto contrario: il padrone del Pdl ha fondato Forza Italia e cetera per far fuori per via politica i propri guai giudiziari.

Questa cosa andrebbe ripetuta in ogni occasione possibile da chiunque abbia voce per farsi ascoltare. L’unico modo per far affermare una verità è affermarla.

 

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