Il girasole

girasole

Lettore, leggi il testo sotto. Poi tocca a te. Sei invitato ad andare oltre il testo leggendolo come un’allegoria. Non c’e’ un’unica soluzione. Vanno bene tutte le chiavi, pur che aprano verso significati nuovi. Inviami la tua risposta entro lunedi’ prossimo. Le letture piu’ belle saranno pubblicate nella vetrina. Alla fine dell’anno 2013 si vincono altri tre libri (i primi tre son già stati spediti), assegnati a suo capriccio da uno dei curatori del sito.

Carla Muschio
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Prima della scoperta dell’America l’Europa non conosceva il girasole, ma oggi esso viene coltivato in tutta la fascia temperata del globo, nei giardini per la sua imponente bellezza e nei campi per usi alimentari e farmaceutici.
Heliantus annuus, questo il suo nome scientifico, ha di solito un’altezza di due metri, ma può raggiungere anche i tre. Il suo enorme fiore, che è in realtà un insieme di infiorescenze, è dotato di eliotropismo, cioè della capacità di seguire la traiettoria del sole. Non per niente gli Incas lo consideravano l’immagine del loro dio del sole.
Mentre il girasole cresce, le cellule del pulvino, una struttura flessibile presente alla base del capolino, portano il fiore a ruotare seguendo la traiettoria del sole per tutto il giorno. A sera il fiore si riposiziona puntando a est, pronto ad incontrare il sole là dove l’indomani esso tornerà a sorgere.
Quando il girasole finisce di crescere lo stelo si irrigidisce bloccandosi in una posizione rivolta all’Oriente.

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