Il comandante Kim Schettino Il

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Il comandante Francesco Schettino mi fa pensare a Kim Jong Il. Non solo per l’arroganza del potere e l’irresponsabilità, ma anche perchè ho sempre visto la nave da crociera come una Nord Corea per ricchi. Lo spot della nave Concordia mi procura gli stessi brividi delle parate di Pyongyang. Perchè qualcuno paga migliaia di euro per camminare o pedalare sul posto all’interno di una nave che solca il Mar Mediterraneo? Perchè migliaia di persone scelgono di passare il proprio tempo libero in mezzo ad un concentrato della propria mediocre routine? Il centro commerciale, il ristorante finto etnico, il ballo tutti insieme, con le stesse mosse.. Colpa delle “armi di distrazione di massa”? Semplici effetti del vivere sempre e comunque la vita di un altro? Anche se ipotetico.
Il naufragio della Concordia ha scatenato, ovviamente, migliaia di metafore, ma il comportamento del comandante ha stupito e indignato molti per due diversi motivi. Per alcuni ha incarnato il male, il capro espiatorio. Tutto è successo perchè c’era un cattivo al posto sbagliato.
concordia1Altri, invece, hanno riconosciuto in Schettino l’atteggiamento di molti personaggi, più o meno potenti che devastano lo Stivale. L’arroganza, l’irresponsabilità, la fuga davanti alla figuraccia. Tutto vero, ma forse bisognerebbe chiedersi da dove nasce questo atteggiamento. Perchè Schettino non è nato così. Lo è diventato, perchè era il comandante di una nave da crociera. Riverito dagli inferiori, invidiato dagli amici, corteggiato dalle donne e lisciato dai passeggeri. Perchè in Italia, ogni potere diventa un privilegio, perchè c’è sempre qualcuno che di fronte a quel potere è pronto a inchinarsi a chiederne le briciole. Quanti, tornando da una crociera, vi hanno raccontato del “privilegio” di cenare al tavolo del comandante. Quante donne sono tornate vantandosi della corte del comandante della nave? Su quei condomini galleggianti naviga gente semplice che si fa poche domande e vive di certezza. Tra queste il fatto che il numero uno è il comandante e quindi è meglio farselo amico. Perchè può trovarti un posto speciale a teatro o al ristorante, evitarti una fila o passarti il numero di telefono giusto. In Corea del Nord non va tanto diversamente. Tutto dipende da Lui, quindi mostriamogli grande riverenza. In questo modo, probabilmente, il capitano Schettino è diventato quello che è. Come, allo stesso modo, una classe politica si è trasformata in casta. Niente di nuovo, quindi, però, per favore la si pianti con l‘apologia del comandante Gregorio De Falco. C’è chi lo vorrebbe presidente del Consiglio. Ma fatemi il piacere, quello è uno che inchioda le persone alle proprie responsabilità, in Italia non prenderebbe un voto.

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