I nuovi “compagni” di Fini

Chi riporta lo scontro tra Fini e Berlusconi a dissapori personali, probabilmente lo fa in maniera pretestuosa, oppure ha la memoria corta. Perchè Fini ha idee chiare su Berlusconi da tempo, non lo ha mai amato eccessivamente ma non poteva farne a meno. I risultati elettorali parlavano e parlano chiaro e anche oggi “Futuro e Libertà”, che nasce fuori e contro il Pdl, garantisce il suo appoggio al governo del Cavaliere.

An, il problema

Perchè da alcuni anni il problema di Fini non è Silvio Berlusconi, ma il partito che pure aveva fondato: Alleanza Nazionale. Scriveva Piero Ignazi nel lontano 2003: «Si è avuta l’impressione che Fini perseguisse un “suo” percorso personale di elaborazione ideologica senza coinvolgere sistematicamente il partito. (…) Mentre Fini perseguiva – e con successo – l’obiettivo dell’accreditamento internazionale quale esponente di una forza politica non più fascista bensì moderata-conservatrice, il suo partito non si smuoveva dal passato». Come si vedrà solo alcuni anni dopo,  non era solo un problema di militanti, ma anche di quadri dirigenti. Bocchino, Granata e Briguglio, infatti, non sono Gasparri, La Russa e Storace, la differenza tra i primi e i secondi è enorme, sia dal punto di vista culturale che di intelligenza, non solo politica.

Al caso suo

Ma andiamo con ordine, perchè Gianfranco Fini decide che Alleanza Nazionale non fa più al caso suo tre anni fa, nel 2007. L’anno in cui,  l’attuale Presidente della Camera fa nascere la fondazione “Fare Futuro”, dove non vi è traccia di Gasparri, La Russa e “colonnelli” vari. La nascita della fondazione segue mesi di battaglie politiche in cui Fini si è trovato pressochè isolato in Alleanza Nazionale: sul voto agli immigrati, sul caso Eluana, sul referendum sulla procreazione assistita. Fini decide, quindi, di cambiare compagni di viaggio. Il tutto si intreccia anche con le vicende personali: la separazione dalla prima moglie è del giugno 2007, e la nascita del figlio da Elisabetta Tulliani del 2 dicembre 2007. (i calcoli fateli voi).
A nove mesi dalla nascita di “Fare Futuro” (le date sono importanti), il 18 novembre del 2007 alle ore 18, viene concepito il Pdl. Silvio Berlusconi ne annuncia la futura nascita su un predellino di un’auto in Piazza San Babila. Lo stesso giorno su “Repubblica” erano uscite le seguenti dichiarazioni di Fini «Adesso basta è arrivato il momento in cui o questo centrodestra è in grado di trovare una soluzione unitaria, di ridarsi una missione, di rioffrire al Paese un progetto, oppure si prende atto che la coalizione non c’è più, e ognuno va per la sua strada». Non solo, cinque ore prima del “predellino”, in occasione di un convegno organizzato da Alleanza Nazionale, Italo Bocchino (anche i nomi sono importanti) aveva tuonato: «C’è Berlusconi dietro la scissione di Storace da Alleanza Nazionale e c’è Berlusconi dietro il passaggio di Daniela Santanchè alla Destra di Storace». Ovazione in sala e fischi all’ospite di Forza Italia Fabrizio Cicchitto. Non si può dire, quindi, che il futuro del Pdl nasca tra i migliori auspici.
Ancora a dicembre 2007, Gianfranco Fini commenta: «comportarsi come sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali». In quel momento Gianfranco Fini non ha nessun interesse ad accelerare la fusione con il Pdl, ma tutto cambia in poche settimane. Il governo Prodi entra in crisi e il 6 febbraio del 2008 Napolitano scioglie le Camere. Due giorni dopo Fini accetta l’accordo elettorale con Berlusconi, Forza Italia e An correranno sotto l’unico simbolo del Pdl, e il patto viene sottoscritto dal notaio meno di tre settimane dopo. Sembrerebbe l’ennesima resa di Fini nei confronti di Berlusconi, ma i mesi successivi mostreranno che l’accordo nasce con prospettive diverse.

Famiglie

Fini si rende conto che la nascita del Pdl può permettergli di liberarsi di An che è ormai diventato un peso nel suo percorso politico. Se il Pdl diventa un partito della destra europea, lui può ritirarsi ad educare figlie e scrivere libri, in caso contrario può ripartire una nuova formazione politica senza la “zavorra” di Alleanza Nazionale. Insomma, il dado è tratto. Fini ormai ha altre aspirazioni, un progetto politico “alto” che male si concilia con chi vive di comparsate televisive e “processidellunedì”. La sua famiglia “privata” è cambiata, è ora di cambiare anche quella politica. La nascita del Pdl gli porge la possibilità di sciogliere An in maniera indolore e in procinto di una facile e presumibile vittoria elettorale. Il Pdl, infatti, vince le elezioni ad aprile 2008, ma Fini verifica in pochi mesi che il progetto unitario per un centro destra moderno non interessa al Pdl e si mette in rotta di collisione con Berlusconi. Prende il via il percorso che porta alla nascita di  “Futuro e Libertà”, formata da persone che condividono il progetto politico del presidente della Camera.

Finis

La solitudine di Gianfranco Fini è terminata, può contare su nuovi “compagni”.

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