I gattini

Lettore, leggi il testo sotto. Poi tocca a te. Sei invitato ad andare oltre il testo leggendolo come un’allegoria. Non c’e’ un’unica soluzione. Vanno bene tutte le chiavi, pur che aprano verso significati nuovi. Inviami la tua risposta entro lunedì prossimo. Le letture più belle saranno pubblicate nella vetrina. Alla fine dell’anno 2013 si vincono altri tre libri (i primi tre son già stati spediti), assegnati a suo capriccio da uno dei curatori del sito.

Carla Muschio
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In una villa abitava una famiglia che aveva una bella gatta grigia. Quando essa restò incinta continuò a mangiare dalla sua ciotola, sotto una tettoia nel cortile, ma prese ad assentarsi spesso. I padroni volevano scoprire il suo nascondiglio e spiavano lei e il gattone padre dei nascituri, ma non ci riuscirono. Anche dopo il parto i gattini non si vedevano e la gatta si presentava quasi solo per mangiare. Un giorno la gatta venne vista mangiare insieme ai suoi piccoli, che ormai, evidentemente, erano stati svezzati. I padroni corsero giù per vedere meglio i gattini, accarezzarli, ma quelli scappavano via. La gatta era domestica, affettuosa, ma i suoi piccoli ormai erano cresciuti selvatici. Continuarono a vivere nelle vicinanze e a cibarsi dalla ciotola della madre finché non furono adulti e, come fanno i gatti, disconobbero anche la madre.
Dato che la stagione degli amori è la stessa per tutti i gatti, anche in altre case erano nati dei gattini. Una gatta aveva avuto cura di partorire in gran segreto, ma la sua tana venne scoperta. Il padrone, che non voleva doversi occupare di piazzare i gattini, trovò il modo di sopprimerli tutti in una volta sola.
Una terza nidiata si presentò ai padroni come la prima, quando i piccoli erano già cresciutelli. In quella casa c’era un bambino che teneva tanto ai gattini, anche perché gli avevano concesso di tenerne uno. Tanto fece la posta ai piccoli, che erano due, così astutamente collocò la ciotola con il cibo che, prima l’uno e poi l’altro, riuscì a prenderli. Da principio i gattini avevano paura, volevano scappare, ma poi impararono ad apprezzare le carezze ed erano loro a cercare il bambino. Non erano più selvatici.

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