Giuliano Ferrara ha bisogno di affetto

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A sinistra ci cascano sempre. Da venticinque anni Giuliano Ferrara non fa altro che attaccare il nemico dei suoi amici. Provocando e cercando di demolire i simboli più cari alla sinistra. E qualcuno se la prende ancora. Ma perchè?
ferraraRicordate una grande inchiesta di Giuliano Ferrara? Uno scoop? Almeno una storia raccontata come si deve? Niente di tutto questo, solo provocazioni più o meno intelligenti e sempre contro gli stessi obiettivi. Pochi giorni fa il direttore de “Il Foglio” ha definito Enzo Biagi “il giornalista re della serie B” e a sinistra tutti ad indignarsi. Ancora? Il buon Ferrara si nutre solo ed esclusivamente di questa indignazione, per questo scrive sui giornali, per questo va in televisione, per provocare, per spararle grosse. Per lui gli anni di Tangentopoli sono gli anni del “terrore giustizialista”, si fa riprendere mentre tira uova marce a Benigni, organizza manifestazioni in mutande a sostegno del “capo”. Insomma, cerca in tutti i modi di farsi notare con risultati pietosi. Il “Foglio” vende poco e niente, la nuova versione di “Radio Londra” perde ascolti e quando si è esposto in prima persona per presentare una lista personale contro il diritto di aborto, ha raccolto 135.000 voti. Dopo una campagna elettorale vissuta sotto i riflettori di tutte le televisioni italiane, ha ottenuto settantamila voti in meno del Partito Comunista dei Lavoratori. Una legnata terribile, per due anni si è leccato le ferite, poi è stato risvegliato dal Bunga Bunga. Ora conduce un programma di propaganda al termine del Tg di regime, ma se lo guardano sempre e solo quelli di sinistra che godono a farsi insultare dall’elefantino. Quelli che, incapaci di indignarsi per il degrado della società italiana, sono pronti a ergersi a difensori di Biagi, Saviano e compagnia. Ferrara lo sa e si diverte, si ingrassa dell’indignazione e dell’odio degli avversari politici. E dire che per disinnescarlo basterebbe una pacca sulle spalle. Non pensate che meriti un po’ della vostra compassione, costretto da anni a difendere le opinioni dei suoi “amici” e a vivere dell’indignazione altrui? Non vi fa un po’ pena? Non siate insensibili. La compassione farebbe bene a voi e a lui.

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