Giù dal carro del perdente, di corsa…

pagliazzi

Una valanga umana in fuga. Tutti di corsa a scappare dal carro del perdente. In sole due settimane gli italiani hanno annusato l’aria e si sono scapicollati già dal ormai vetusto baraccone berlusconiano e hanno votato in massa per i suoi avversari. Anzi più erano lontani da LUI, tanto più gli erano e sono nemici e tanto più sono stati votati. Emblematico il caso di Napoli, lì si candidava un magistrato alleato dei comunisti, niente di più odioso per Silvio Berlusconi, un coacervo di tutto quello che Berlusconi non sopporta. Tanto da spingerlo a recarsi a Napoli per sostenere Lettieri a soli due giorni dal voto. L’effetto è stato devastante. Nelle due settimane che hanno separato il primo turno dal ballottaggio, Luigi De Magistris ha conquistato 120.000 voti, Lettieri ne ha persi 39.000. L’aria è cambiata eccome e gli italiani hanno capito che era meglio allontanarsi il più possibile dalle macerie. In pochi giorni, dal personaggio vincente e inaffondabile Berlusconi è diventato un vecchietto patetico, un clown in disarmo. Il problema è che Berlusconi non può perdere, il successo è il suo segreto, se si trasforma in perdente è morto e sepolto. E chi, pochi giorni fa, appoggiava la mano sulla spalla ad Obama era un uomo disperato e sconfitto. Da domani vedremo chi restera vicino all’agonizzante premier. Bossi sembra già lontanissimo e si è dimesso pure Bondi….

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