Gareth parte vestito da povero

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Lettore, in questa rubrica trovi ogni volta la mia narrazione di un episodio del ciclo di re Artù, seguita da una sua variante moderna. Sei invitato a scrivere il finale secondo la tua fantasia, in sintonia o in opposizione alla vicenda base, e inviarlo alla maestra entro le ore 20 di domenica prossima. Le soluzioni migliori saranno pubblicate nella «vetrina» della puntata, insieme al finale della storia scritto da me. A Natale chi avrà dato i contributi più abbondanti e interessanti riceverà un libro omaggio.
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. In apertura, un disegno di Aubreay Beardsley per il Sigfrido).

Carla Muschio
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La storia

La regina Bellicent, dopo aver acconsentito alla partenza di Gareth, gli impone un grave vincolo: potrà sì presentarsi alla corte di re Artù, ma senza rivelare il suo nobile nome per un anno e un giorno. Dovrà chiedere l’impiego più umile, quello di sguattero di cucina.
La regina è sicura che il fiero Gareth non accetterà questa condizione, invece il figlio risponde: “Anche uno schiavo può essere libero nell’anima”. L’indomani mattina, mentre tutti al castello ancora dormono, Gareth si incammina verso Camelot.
All’arrivo Gareth è incantato dalla bellezza della città di Camelot, che gli sembra irreale. Infatti, gli spiega un vecchio, è stata costruita dalle fate a suon di musica e la costruzione è ancora in corso. Il vecchio invita Gareth a restar fuori dalla città incantata, ma egli entra e si presenta all’udienza del re.
Gareth, tutto timido, chiede di poter servire il re in cucina per un anno e un giorno in cambio solo di vitto e alloggio e senza rivelare il suo nome. Ma trascorso quel tempo, promette, combatterà per il re.
Artù senza difficoltà affida a Gareth l’incarico di sguattero e Lancillotto osserva che, date le sue nobili fattezze, il giovane deve avere un segreto, quindi va trattato con rispetto, per non avere poi a pentirsene.
Sir Kay, il siniscalco del re, prova antipatia per Gareth e gli affida gli incarichi più ingrati, ma lui umilmente li svolge senza protestare. Si fa anche benvolere da tutta la servitù.
Dopo qualche settimana la madre di Gareth si pente di aver condannato il figlio alla servitù di cucina. Manda un messaggero che gli reca belle armi e gli annuncia che è sciolto dal voto.
Gareth, felice, si presenta ad Artù e gli rivela la sua identità. Lo prega di farlo cavaliere, ma in segreto. Artù acconsente, purché la verità possa essere rivelata a Lancillotto, il suo migliore amico.
Così è. Gareth è nominato cavaliere. Nella sala delle udienze, raccoglierà una sfida e partirà per un’avventura. Artù invita Lancillotto a seguirlo segretamente così da osservarlo e proteggerlo.

La variante

Carlo si è appena laureato brillantemente in ingegneria aeronautica. Naturalmente vuole cercare un impiego corrispondente ai suoi studi, ma ha anche un sogno: costruire un piccolo aereo tutto per sé. Come fare? Chiede un colloquio a una grande azienda produttrice di aerei e spiega che desidera fare pratica come operaio così da acquisire quella manualità e quelle conoscenze che gli permetteranno di realizzare il suo sogno. Il responsabile dell’ufficio personale scuote la testa: gli pare un piano troppo bizzarro. Quando Carlo racconta ai genitori il risultato negativo del colloquio, questi si sentono sollevati: anche a loro pare che Carlo sia matto.
Invece lui decide di presentarsi in un’altra fabbrica aeronautica cercando lavoro come umile operaio, senza dire a nessuno della sua laurea. Titolo di studio: terza media. Viene assunto.

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