Gareth lascia la madre

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Lettore, in questa rubrica trovi ogni volta la mia narrazione di un episodio del ciclo di re Artù, seguita da una sua variante moderna. Sei invitato a scrivere il finale secondo la tua fantasia, in sintonia o in opposizione alla vicenda base, e inviarlo alla maestra entro le ore 20 di domenica prossima. Le soluzioni migliori saranno pubblicate nella «vetrina» della puntata, insieme al finale della storia scritto da me. A Natale chi avrà dato i contributi più abbondanti e interessanti riceverà un libro omaggio.
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Sopra: un dettaglio di una Salomé di Aubrey Beardsley).

Carla Muschio
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La storia

Gareth è figlio della regina Bellicent e di re Lot, che ora è vecchio e invalido. Egli vive a corte, dove la madre lo colma di segni d’affetto, ma scalpita per lasciare la reggia e unirsi ai cavalieri di re Artù. La madre non sente ragioni e non gli concede di partire.
Un giorno Gareth dice alla madre:

  • – Visto che mi consideri un bambino, posso raccontarti una fiaba?

La madre acconsente.
Gareth racconta di un’aquila reale che aveva deposto un uovo d’oro in cima a un’alta palma. Un giovane ai piedi della palma voleva arrampicarsi per prenderlo, ma una persona a lui cara gli diceva: “Se mi ami, non arrampicarti, perché rischi di romperti l’osso del collo”. Il giovane rimase ai piedi della palma guardando l’uovo e morì di crepacuore, travolto dal desiderio.
La madre commenta: il giovane, pur amando sinceramente quella persona, avrebbe fatto meglio a disubbidire e arrampicarsi sulla palma.
All’udir questo Gareth subito conclude:

  • – Allora, madre, io parto per la corte di re Artù.

La variante

Roberto aveva un gran talento per il disegno. Non disegnava solo a scuola. Anche a casa riempiva fogli e fogli. A dodici anni fece un ritratto di sua madre così somigliante che lo appesero in salotto. Quando si trattò di scegliere la scuola superiore, tuttavia, i genitori erano inflessibili:

  • – Devi fare il liceo classico come noi. È una scuola che prepara a tutto.

Roberto cercava un modo per evitarlo. Un giorno ebbe un’idea. Disse alla madre:

  • – Ho fatto un sogno. Posso raccontartelo?

E raccontò. C’era un nido di rondini sotto un tetto. Nacquero i rondinini. Poco dopo, un’assetta della perlinatura del tetto andò a cadere su quel nido. Restava uno spiraglio da cui i genitori nutrivano i piccoli. Questi crescevano, ma non potevano volare fuori.

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