Gareth difende Lynette

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Lettore, in questa rubrica trovi ogni volta la mia narrazione di un episodio del ciclo di re Artù, seguita da una sua variante moderna. Sei invitato a scrivere il finale secondo la tua fantasia, in sintonia o in opposizione alla vicenda base, e inviarlo alla maestra entro le ore 20 di domenica prossima. Le soluzioni migliori saranno pubblicate nella «vetrina» della puntata, insieme al finale della storia scritto da me. A Natale chi avrà dato i contributi più abbondanti e interessanti riceverà un libro omaggio.
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Sopra, un disegno di Aubrey Beardsley).

Carla Muschio
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La storia

All’udienza di re Artù si presenta Lynette, una bella e nobile dama proveniente dal Castello Periglioso, dove sua sorella, Lyonors, è assediata da un cavaliere detto Notte che vuole sposarla contro il suo volere. Altri tre cavalieri che si chiamano: Stella del Mattino, Sole di Mezzogiorno e Stella della Sera bloccano ogni accesso al castello. Lynette è venuta a corte per chiedere l’intervento di Lancillotto in difesa della sorella.
Si fa avanti Gareth chiedendo di poter difendere la dama, “benché egli sia un semplice sguattero di cucina”. Artù, senza rivelare il suo segreto, affida a lui la missione, ma la dama è offesa per aver ottenuto un difensore tanto umile e se ne va indignata.
Gareth la raggiunge e le dice: “Guidami e ti seguirò”. La dama risponde: “Stammi lontano, puzzi di cucina”. Gareth tuttavia la segue.
Presso uno stagno vedono un uomo con una pietra al collo che sta per essere affogato da sei malfattori. Gareth li sgomina salvando la vita all’uomo, che è un barone e, grato, invita i due a pernottare al suo castello. Al banchetto che si allestisce Lynette, sempre sdegnosa, rifiuta di sedere accanto a Gareth.
L’indomani giungono nei pressi del Castello Periglioso. Si fa avanti Stella del Mattino, dalle armi azzurre, a bloccare il passaggio. Gareth lo sconfigge in combattimento. A terra, Stella del Mattino implora: “Mi arrendo, non uccidermi”. Gareth risponde: “Ti lascerò in vita solo se Lynette mi prega di farlo”. Lynette, riluttante, cede. Il cavaliere dovrà andare alla corte di re Artù raccontando di essere stato sconfitto dal suo “sguattero di cucina”.
Lynette pare indispettita dalla vittoria e si lamenta a gran voce. Ecco che raggiungono il secondo cavaliere, Sole di Mezzogiorno, armato di rosso, sulla riva di un fiume. Questi nel combattimento scivola in acqua ed è sconfitto. Gareth gli risparmia la vita, ma lo invia da re Artù ad aspettare il suo ritorno. Lynette è sempre più sdegnosa.
Il terzo fratello da affrontare è Stella della Sera, che veste una vecchia armatura. Sicuro di sé, affronta Gareth e sta per vincere. Stavolta però la dama incoraggia il suo campione e Gareth riesce a trionfare. Ora finalmente Lynette lo chiama “il più nobile degli sguatteri” e gli chiede perdono per essere stata così scontrosa.
Cade la sera e sopraggiunge Lancillotto, che aveva seguito la coppia a distanza. Lynette tenta di affidare l’ultimo combattimento a lui, ma Lancillotto non accetta. Offre invece a Gareth le sue armi e il suo cavallo. Dopo essersi rifocillati e riposati, l’indomani mattina i tre raggiungono il Castello Periglioso, difeso dal cupo cavaliere nero della Morte e della Notte. La lotta è dura ma Gareth trionfa e spezza in due il suo elmo. Quale non è la sorpresa di tutti, compresa Lyonors che guardava dalla finestra, nel vedere che dall’elmo sbuca la testa di un fresco giovinetto! I tre fratelli l’avevano messo lì per impaurire le dame, attrarre Lancillotto e ucciderlo, ma ora sono stati tutti sconfitti.
Si fa gran festa e poco dopo Gareth sposa una delle sorelle, non si sa se Lynette o Lyonors.

La variante

Uno studio di design di Milano dal nome prestigioso è di proprietà di tre soci. Uno è una donna, Mariella. Un mattino di primavera Mariella arriva in studio presto e dice agli altri due: “Guardate come sono sporchi i vetri. Io li pulisco. Così mi sgranchisco.”
Il loro studio, confortevole e, ovviamente, ben arredato, è per i tre una sorta di casa. Mariella si mette un bel grembiule, sale sulla scala e inizia a pulire. Dopo poco suona il campanello. Giuseppe aveva dimenticato di aver preso appuntamento con un cliente.
Il cliente si accomoda, illustra la sua richiesta. Vorrebbe il design di una lampada dalle caratteristiche particolari, che metterebbe subito in produzione per presentarla a un’importante fiera nell’autunno. Mariella dalla cima della scala dice: «Che bella idea! Vorrei occuparmene io».
Il cliente è perplesso. Credendo che Mariella sia solo l’addetta alle pulizie, gli pare esagerato che voglia improvvisarsi designer.
Giuseppe si rende conto dell’equivoco, ma invece di chiarirlo lo cavalca dicendo: «Guardi che la signorina ha più fantasia di me! Prendere o lasciare: vuole o non vuole questa lampada?».

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