Futuro in libertà

futuro in libertà

La rete è meravigliosa. E’ bello impigliarvisi, saltare da una parte all’altra. Per esempio, i siti ufficiali. In un sito ufficiale uno non può dire di essere stato male interpretato: se -facciamo conto- www.culoflaccido.it scrive sul suo sito “trombino le squillo”, poi non può dire che lui aveva detto “squillino le trombe” e l’hanno male interpretato.
Alla meno peggio, deve dire che si è sbagliato a scrivere. O che voleva scherzare. Ma non può negare di averlo scritto lui (o chi per lui). O ancora può seppellire questo fatto sotto una tonnellata di altri fatti contrari vicini paralleli secanti tangenti diversi diversivi fino a che uno non capisce più nulla e la verità resta solo un sasso in mezzo a una strada di ghiaino.
Per far questo bisogna però correre ai ripari, intervenire sul sito, cambiare qualcosa, retrodatare il lato amministratore del sito ecc. ecc. Fino ad allora, rete canta: trombino le squillo. (Per la tranquillità di molti: www.culoflaccido.it attualmente è “under construction”: roba da farsi venir l’acquolina in bocca, se poi non significasse il bisogno di una bella igiene dentale).
(A proposito di aggiornamenti, igiene mentale e di culo flaccido, viene in mente Nicole Minetti. Sul suo sito rivendica, ovviamente nella sezione “La politica in mezzo alla gente”: “Cenerentola litigava con le sorellastre per andare al ballo, mentre la Bella addormentata senza l’aiuto delle fatine non sarebbe mai stata baciata dal principe. Un’altra Bella, fatalmente innamorata di una bestia, sfidava i pregiudizi della citta’ infischiandosi delle preoccupazioni del babbo. Puffetta poi, godeva allegramente della sua beata condizione di unica femmina del villaggio, e Biancaneve viveva addirittura con 7 uomini. Invece, non ho ricordi di una principessa manifestante, e nemmeno di una fiaba che iniziasse con ”C’era una volta in piazza…”. Leggere qui per farsi un’altra risata, e vedere qui per leggere del suo impegno per la solidarietà).
futuroFatta questa premessa divagante, ecco un indovinello. Un sito di una formazione politica di recente formazione, alla pagina degli amici registra una senatrice impegnatissima a litigare coi suoi (si legge dal suo sito), un’altra che dice che la forza del progetto di cui fa parte “non risiede nei suoi leader, reali e presunti, di ogni ordine e grado. La linfa vitale di questo nuovo progetto politico non sono e non devono essere i politici di lungo corso che in esso sono confluiti, affermatesi nell’ambito di un sistema e secondo regole e prassi che segnano il passo e che la società civile sempre più chiaramente e diffusamente sta rinnegando”, un amico che ha mollato responsabilmente, e una bella serie di buchi vuoti per segnalare a chi passa in quanti già han fatto ciao con la manina.
Costa tanto ridistribuire le tessere sulla pagina di un sito? Cambiare il nome a una pagina (“gli amici”) che fa venire in mente noti proverbi su amici dioguardati e nemici da cui guardarsi? Dare alla pagina una struttura che non ricordi le battute finali di una partita a battaglia navale? Convincere gli “amici” a non litigare tra di loro e con il partito e togliere i riferimenti di chi è passato nel mondo dei più (la maggioranza, cioè)?
Non sono queste domande a comporre l’indovinello. L’indovinello è: di che partito stiamo parlando?
A chi non ha letto il titolo del pezzo, verrà subito da pensare a una corrente di un partito di centro-sinistra, e comunque al centro-sinistra. Eh, no!
E’ Futuro e libertà. Speriamo che il polo degli alleati dei flisti non prendano tutto ciò come prove tecniche di Fini per collocarsi nel centro-sinistra con tutti i suoi.
A proposito del mondo dei più. Ho un ricordo del simbolo del Pdl con riportato sotto, ossessivamente, “Berlusconi presidente”, anche una volta finite le elezioni. Mi sbaglierò, ma fino ad ora l’ho sempre visto così. Per esempio, se si va sul sito ufficiale, ora che scrivo si vede Gasparri con dietro il simbolo: Pdl / Berlusconi presidente. E il simbolo ufficiale riportato sul sito? “Berlusconi presidente” non c’è. Ah, a conoscere il futuro, quanta libertà.

 

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