Faville / Sparks

faville

(Traduzione, a cura di Andrea “Valerio” Del Cantone, di Sparks dei Röyksopp – cliccare sul titolo per il testo originale)

Una lirica di stampo arcaizzante ma già pascoliana nel celebrare i piccoli elementi del quotidiano come sale della vita stessa, nonché come aiuto a ritrovarne il sapore anche dopo le pene di un amor perduto.

FAVILLE

Se gaie o triste assaj poco cale,
le picciole faville, sì, son esse
ch’a me rendon, ne la vita feriale,
le disparte conce[1] al cor dismesse [2].

Se ora o poscia assaj poco cale,
se ferva[3] o piova si’ affogata[4],
caligini memorie hanno l’ale
in noi, e ritornan fiata a fiata.

Se gaie o triste assaj poco cale,
le picciole faville, sì, son esse
ch’a me rendon, ne la vita feriale,
le cansanti [5] pose al core dismesse.

Assaj poco cale se poscia, adesso,
se ferva o piova si’ affogata:
sì, nell’alma mi’ sarai possesso,
per sempre, tuo carcere e carcerata.

[1] Molte ferite.  [2] Dimenticate. [3] Sottinteso: il Sole. [4] Scenda a scrosci, tanto da annegarvi anch’essa. [5] Cioé: che fanno appartare chi le prova.

Informazioni su Mastro Giulio

Nacqui, conobbi la letteratura, conobbi il rock'nroll, li fusi.
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