Excalibur

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Lettore, in questa rubrica trovi ogni volta la mia narrazione di un episodio del ciclo di re Artù, seguita da una sua variante moderna. Sei invitato a scrivere il finale secondo la tua fantasia, in sintonia o in opposizione alla vicenda base, e inviarlo alla maestra entro le ore 20 di domenica prossima. Le soluzioni migliori saranno pubblicate nella «vetrina» della puntata, insieme al finale della storia scritto da me. A Natale chi avrà dato i contributi più abbondanti e interessanti riceverà un libro omaggio.
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Sopra, un disegno di Aubrey Beardsley).

Carla Muschio
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La storia

Artù si trova in un bosco con il mago Merlino. Incontrano un cavaliere arrogante che sfida il re, non avendolo riconosciuto come tale. I due combattenti sono di forza quasi pari. Dopo le lance passano a duellare con le spade e la lama della spada di Re Artù si spezza nello scontro. Merlino, vista la mala parata, getta un incantesimo sul cavaliere arrogante, che dormirà per un’ora, lasciando ai due il tempo per allontanarsi.
Ora Re Artù è privo di spada e si sente indifeso. Merlino gli propone di seguirlo per procurarsene un’altra. Giungono a un grande lago di acqua limpida. Al centro del lago si leva un braccio coperto da una manica di seta bianca che brandisce una spada. Sulla superficie dell’acqua cammina una bella donzella, la Dama del Lago. Merlino spiega al re che sul fondo del lago sorge un magnifico castello dove la Dama dimora. Ella gli cederà la spada, se le verrà richiesta con cortesia.
Re Artù le rivolge una preghiera con grande rispetto e la dama acconsente a cedergli la spada, che si chiama Excalibur. Gli indica una barca con cui raggiungere il centro del lago. Artù prende con dolcezza la spada e la mano si apre per cedergliela, poi il braccio scompare nell’acqua.
Il re e il mago si allontanano dal lago, poi Merlino rivela ad Artù la principale virtù della spada, che risiede in realtà nel fodero. Chi porta quel fodero magico, anche se profondamente ferito, non sanguinerà mai.

La variante

La contraccezione tramite un rudimentale preservativo esisteva già nell’antico Egitto, ma divenne facile e relativamente poco costosa quando, nel 1843, iniziò una produzione industriale di preservativi in gomma. Tuttavia in gran parte del mondo, soprattutto in paesi di religione cattolica, nacque una forte opposizione all’uso del preservativo. Ad esempio, in Canada una legge che rimase in vigore fino al 1892 prevedeva fino a due anni di detenzione per la vendita e l’uso di questo strumento di contraccezione.
Nel XX secolo nacque una diversa sensibilità sull’argomento, soprattutto tra le classi colte. Inoltre, alcuni coraggiosi attivisti si dedicarono alla missione di fornire preservativi ai poveri, così che non avessero a soffrire per la sovrabbondanza di prole. Una di questi attivisti fu la canadese Dorothea Palmer, che operava a Ottawa negli Anni Trenta del Novecento.

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