«E lascia entrare Ascanio, / dall’otto di gennaio»

ascaniogennaio

Celestino camicia ha preso una canzone iraniana (di Shahram Shabpareh) e l’ha letta foneticamente, come suonerebbe a un italiano, con qualche piccolissima forzatura e un bel gusto per l’assurdo. E bravo.
(Via Uno et Rino).

 

ESCE MA NON MI ROSICA

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