Dovete amarmi molto e senza fine

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Questa volta qui, anziché di un libro, si parla di un gruppo di libri, tanti rami di uno stesso albero che affonda le radici in un passato non remotissimo e in un consapevole presente.
Le curatrici e autrici del progetto, le mai viste ma in qualche modo amiche Elena Trabaudi e Francesca Taddei, a un certo punto hanno ereditato un archivio familiare, e si son buttate nell’intrapresa di studiarlo e pubblicarlo, da sole, perché -e la parola passa a Francesca Taddei- «pur essendo consapevoli che si tratta di prodotti di nicchia e quindi non appetibili per gli editori, vivevamo (e viviamo tuttora) questo lavoro sulla memoria familiare come un’esigenza primaria». Da questo bellissimo impulso sono nati vari libri, mostre fotografiche, due siti uno discendenza dell’altro (qui e qui).
E i libri? I libri, eccoli, a cominciare dal romanticissimo primo titolo, «Un epistolario familiare negli anni dell’Unità d’Italia. Un carteggio originale scritto tra il 1857 e il 1882, negli anni dell’Unità d’Italia. Vicende storiche e avvenimenti intimi e familiari riemergono da un gruppo di lettere ingiallite e corrose dal tempo, miracolosamente giunte fino a noi». Di nuovo la parola a Francesca Taddei:

Il primo progetto ha riguardato la trascrizione di un epistolario, Dovete amarmi molto e senza fine, intercorso tra due innamorati negli anni 1901-2: un lavoro molto lungo (sono quasi un migliaio di lettere) che ha richiesto anche la traduzione di tutte le lettere della protagonista femminile, scritte in francese.
Non tutto il male vien per nuocere è invece più antico (si colloca tra il 1857 e il 1882) e raccoglie gli scritti che un padre e i suoi figli e nipoti si sono scambiati negli anni del Risorgimento.
Dalla conoscenza di personaggi del passato emersi da questi carteggi sono nati altri filoni di studio. Alle figure femminili abbiamo per esempio dedicato due incontri alla Libreria delle Donne di Firenze e alla Biblioteca di Montevarchi (dal titolo Donne inaspettate), nei quali abbiamo messo in rilievo i loro aspetti di modernità.
Inoltre la conoscenza di certi personaggi attraverso i loro stessi scritti, ha permesso a Elena Trabaudi di interiorizzare le loro personalità e i loro caratteri tanto da scriverne le biografie. Queste sono inserite nelle antologie Oh, mamma! e La quercia fa le ghiande, realizzate insieme a Francesca Taddei, Carla Muschio e altre scrittrici.
Alle ricerche tra i materiali dell’archivio abbiamo poi affiancato le indagini sul campo, nei luoghi in cui hanno vissuto i nostri avi e in vari cimiteri, e anche in archivi italiani e esteri. Abbiamo così trovato conferme, ricostruito interi rami della famiglia e tratto nuovi spunti. Alle ricerche effettuate nell’estate 2012 tra Ventimiglia e Mentone e fra Trieste e Graz è dedicato il libro Alla ricerca degli avi.
L’altro grande filone è quello delle fotografie d’epoca, presenti in grande quantità nel nostro archivio. Oltre a pubblicarle in piccole monografie della serie Uno sguardo sul passato, sono state anche protagoniste di due mostre fotografiche che si sono tenute a Firenze nel 2010 e nel maggio 2013.
L’ultimo libro in uscita è un ricettario ottocentesco, ritrovato tra i documenti e le lettere di un avo console del Regno d’Italia; ma sono molti i progetti attualmente in corso.

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Una risposta a Dovete amarmi molto e senza fine

  1. Francesca dice:

    Grazie, Andrea! è bello che i nostri mondi siano collegati…

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