Doctor Who: stagione 6 e Dottor Undici

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Una volta ho visto su Facebook un’immagine dedicata a chi come me ha cominciato a conoscere Doctor Who a partire dalla serie nuova. In quest’immagine vi erano una foto del Nono Dottore, una del Decimo e una dell’Undicesimo, e ad ognuna era correlata una didascalia. Al Nono Dottore la didascalia recitava: «Lui mi ha introdotto al Dottore», qualla al Decimo: «Di lui mi sono innamorato», e quella all’Undicesimo: «Lui è diventato il mio migliore amico»: come descrizione è decisamente azzeccata, visto che sono proprio queste le funzioni più riuscite delle tre facce del personaggio.

L’Undicesimo Dottore e River Song

La sesta stagione è molto superiore alla quinta, e perfino la non troppo convincente compagna Amy diventa simpatica in quanto si rende sempre più partecipante ad un «team» topico composto da quattro elementi (lei, il Dottore, il fidanzato Rory e River Song) che desta simpatia soprattutto se preso tutto insieme.
La sesta stagione inizia con un doppio episodio a suo modo esplosivo ma anche troppo simile per spartizione della qualità al doppio episodio conclusivo della stagione precedente: The impossible astronaut e Day of the Moon (L’astronauta impossibile e Il giorno della Luna). Anche qui il primo episodio è divertente, sorprendente e misterioso, mentre il secondo è delirante ed incoerente, ma in generale il tutto si apprezza e non poco, grazie soprattutto alla costruzione di questo meraviglioso team e al nuovo antagonista principale, gli alieni dell’organizzazione religiosa The Silence che aspira all’omicidio del Dottore. Il primo episodio comincia infatti con l’Undicesimo Dottore che viene ucciso da un astronauta che esce dal mare… e il mistero non viene risolto. Infatti la distribuzione degli episodi «doppi» attraverso la stagione è diversa da quella solita apposta per permettere alla storia in generale di essere più connessa, misteriosa ed inquietante… e l’operazione è riuscita. River Song, personaggio sempre più carismatico, diventa inoltre uno dei maggiori pregi della stagione.
Seguono lo scarsissimo The curse of the black spot (La maledizione della macchia nera)con i pirati ed il sopravvalutato (ma divertente e particolare) The Doctor’s wife (La moglie del Dottore) in cui il Dottore esce dall’universo ed incontra un asteroide assassino di Signori del tempo (come il Dottore) ed una donna in cui è stata infusa l’energia vitale del Tardis. In quest’episodio si comincia a notare un curioso leitmotiv degli episodi dell’Undicesimo Dottore: molto spesso (anche precedentemente) viene mostrato il personaggio di Rory in esperienze apparentemente mortali. Era morto due volte nella quinta stagione nell’episodio del «Dream Lord», una volta successivamente nell’episodio dei Siluriani, e tre volte negli episodi 3, 4 e 5 della sesta stagione. Alcuni critici l’hanno paragonato scherzosamente a Kenny di South Park.
Nel doppio episodio successivo, The rebel flesh/The almost people (La carne ribelle/La quasi gente), incontriamo i Gangers/Doppelgangers, cloni di scienziati che fanno esperimenti sulla carne, e la storia è avvincente ed interessante, grazie ad una prima parte tesa e misteriosa e ad una seconda parte più divertente (in cui c’è anche un clone del Dottore) e tesa con un discorso sul rapporto con l’Io interiore che si conclude con un colpo di scena assurdo: Amy che si scioglie, letteralmente.

Guerra!

Proprio quando si comincia a capire in cosa consiste la superiorità della sesta stagione rispetto alla quinta, si incontra un ennesimo doppio episodio esplosivo e bizzarro: A good man goes to war/Let’s kill Hitler (Un buon uomo va alla guerra/Forza, uccidiamo Hitler), in cui cambia molto la scenografia e la trama, oltre che l’ambientazione, ma il soggetto è sempre lo stesso, ovvero la risposta alle domande «Chi è River Song?» e «Chi vuole fare del male al Dottore?».
Nella prima parte, molto guerrestellaresca, il Dottore raduna tutti i suoi amici per una lotta contro un esercito maniacalmente religioso che ha rapito Amy e che vuole a sua volta distruggerlo, perché il destino dell’Undicesimo Dottore lo porterà a distruggere l’Universo: insomma, più o meno le stesse ragioni per cui alla fine della quinta stagione il Dottore veniva rinchiuso nella Pandorica. Ci sono molti colpi di scena, scene d’azione mozzafiato, ritorni divertenti di personaggi passati (come i Siluriani ed i Sontaran) ed introduzioni di personaggi nuovi (come la serva umana apparentemente lesbica della Siluriana ed il ricchissimo e paffuto Dorium). L’episodio è entusiasmante e carico di divertimento e suspence, ed è uno degli episodi migliori della stagione, insieme al seguente, in cui si scopre la connessione tra River Song e The Silence, dove un’amica d’infanzia di Amy e Rory costringe loro due ed il Dottore ad andare nella Germania della fine degli anni ’30 per uccidere Hitler. In questo episodio divertentissimo, sceneggiato da quel pazzo di Moffat in persona, si capisce come mai River Song è considerato da molti la compagna migliore del Dottore e soprattutto si capisce come il piano molto delirante alla base della stagione sia allo stesso tempo anche compatto, e abbia sia risvolti comici che drammatici che non si escludono a vicenda.
In Night terrors (Terrori notturni) si incontrano molti riferimenti divertenti al genere horror e l’episodio è anch’esso molto ben riuscito, mentre in The girl who waited (La ragazza che aspettava) l’idea di base è molto bella, ma i vari sentimentalismi dilungano la trama fino all’insopportabile. Infine The God complex (Il complesso di Dio) è forse l’episodio migliore della stagione, grazie ad un mix di horror, critica religiosa e mitologia greca. Alla fine c’è un addio (apparente) ad Amy e a Rory, che torneranno anche in parte della settima stagione.

La morte

La parentesi comica di Closing time (Tempo di chiudere) che vede il ritorno del simpaticissimo Craig e l’arrivo di suo figlio Alfie, che però preferisce farsi chiamare «Stormageddon, oscuro signore di tutt»” (o almeno così capisce il Dottore, che parla il linguaggio dei bambini), è adatta per introdurre l’ultimo episodio, The wedding of River Song (Il matrimonio di River Song), in cui il Dottore muore, ucciso da River Song in tuta da astronauta, e la sua morte/non-morte crea una dimensione parallela in cui il tempo si è fossilizzato alle 17:2 del 22 aprile 2011 (ora della morte del Dottore), ora in cui tutte le cose successe sulla Terra fino a quel momento succedono allo stesso tempo. Si ha quindi una situazione paradossale e delirante (in pieno stile Moffat dunque) in cui il Dottore è un barbuto profeta che lavora per il sacro imperatore romano Winston Churchill, che abita a Londra, dove Charles Dickens si fa intervistare sui maxi-schermi degli stadi, ci sono pterodattili a giro per i parchi e macchine trasportate da mongolfiere.
Assurdo eccetera, ma ne vale la pena, per il gran ritorno di The Silence, alcuni misteri «svelati» (sempre nello stile Moffat che dice tutto e nulla allo stesso tempo), e il grande fascino di River Song, oltre che un finale che fa capire che ci sono grandi piani per il futuro. Lo speciale di Natale che cita Le cronache di Narnia non è certo speciale ma è migliore del precedente.

La sesta stagione in pillole

Sono già usciti sei episodi della settima stagione, ma non intendo recensirli di già – non ora almeno. La sesta stagione è superiore alla quinta per cinque motivi: 1. L’Undicesimo Dottore è più simpatico, sia dai punti di vista del divertimento che da quelli riguardo al carattere e al lato più serio del personaggio; 2. Amy riesce ad essere più sopportabile grazie all’iniziazione del suo far parte di un «team» in quattro parti, ed anzi diventa simpatica quasi come precedentemente Martha e Donna, separandosi dal suo essere una sorta di Rose 2, come nella quinta stagione; 3. C’è più River Song, e ho già detto abbastanza sul perché questo personaggio dà molto alla serie; 4. C’è più Rory – idem; 5. La compattezza generale è molto grande, e la trama riesce ad essere fluida, tesa e divertente. Il livello raggiunge quasi quello della quarta stagione. Nell’aspettare la fine della settima stagione (che ricomincia ad aprile di quest’anno), cercherò di guardare anche le stagioni vecchie del Dottore, sperando di poter fare un pezzo anche su di esse, ed in più una recensione generale su tutta la serie dal ‘63, in futuro, come sognerei.

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