Doctor Who: stagione 2 e Dottor Dieci

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Il Decimo Dottore e Rose

Tennant si presenta come un Dottore più solare, divertente, giovane ed effemminato del suo predecessore, con un vago tocco “indie” che può far apprezzare la serie ai giovani. In New Earth (Nuova Terra), primo episodio ufficiale della seconda stagione, dà il suo meglio, mostrandosi come simpatico, moderno, carino e spiritoso. Come sua compagna c’è ancora Rose, la cui personalità sfortunatamente è sempre uno degli elementi più ingombranti della serie, anche se viene qui eclissato dal misterioso personaggio di The Face of Boe. Nell’episodio successivo, Tooth and claw (Dente e artiglio), il Dottore e Rose incontrano la Regina Vittoria alle prese con un lupo mannaro, e vi sono molte scene d’azione dal montaggio movimentato e ben riuscito. Nel successivo School reunion (Riunione di scuola) il Dottore incontra Sarah Jane Smith (Elizabeth Sladen), storica compagna del Terzo Dottore (Jon Pertwee) e del Quarto Dottore (Tom Baker), ma a parte qualche battutina sua qua e là e la simpatica comparsata del robot-cane di latta K-9 l’episodio non è un granchè, ma il ritorno della Sladen fu accolto così bene che a lei è stata dedicata una serie spin-off intitolata Le avventure di Sarah Jane Smith, che è durata fino al 2011, data della sua sfortunata morte. Uno dei migliori episodi della stagione è invece Madame de Pompadour, sceneggiato da Steven Moffat, in cui il Dottore porta Rose e il suo ragazzo Mickey (Noel Clarke) su un’astronave piena di portali che portano alla Francia dell’800, precisamente ad alcuni momenti della vita di Madame de Pompadour, amante del Re di Francia. È un episodio efficiente e malinconico, in cui le colonne sonore di Murray Gold sono al loro meglio.

Fuori dagli schemi

Tornano altri nemici storici del Dottore: i Cybermen! Con un doppio episodio incentrato su un universo parallelo steampunk in cui la prima parte è efficiente, avvincente, interessante e ben fatta, mentre la seconda è più banale e delude parecchio. Nel successivo The idiot’s lantern (La lanterna dell’idiota) il Dottore e Rose vanno nella Londra anni ’50 in un quartiere dove le televisioni hanno uno strano ed inquietante effetto sulle persone: quest’episodio è molto autoironico ma alcune scene non si possono proprio vedere. Segue la più alta vetta della seconda stagione: il doppio episodio di The impossible planet (Il pianeta impossibile) in cui il Dottore e Rose perdono il Tardis su un pianeta che sembra essere la patria di Satana in persona, e rimangono intrappolati in una base spaziale in cui degli schiavi alieni chiamati Ood sembrano essere comandati telepaticamente al fine di uccidere chiunque si trovino davanti. È in questi episodi che si capisce meglio come mai il Decimo Dottore è così superiore agli altri: il suo essere fuori dagli schemi è tale da renderlo più facile da prendere sul serio, più interessante, più divertente, meno eccentrico forse ma comunque abbastanza particolare da diversificarlo dal resto dei Dottori. È anche il più teologico, il più drammatico, ed il più solitario… ma sfortunatamente nella seconda stagione ha avuto pochi episodi che lo valorizzassero più di tanto: infatti i due episodi successivi, per esempio, sono scarsissimi. Il primo, Love and monsters (Amore e mostri), ha come protagonista un suo “fan” interpretato da Marc Warren, e lui viene messo solo in sottofondo, protagonista di due scene delle quali una è una parodia-citazione di Scooby-Doo, e in questo episodio oltre ad una colonna sonora degli Electric Light Orchestra e ad una citazione finale del protagonista, non si può salvare nulla; mentre il secondo, Fear her (Paura di lei), è semplicemente ridicolo sotto troppi punti di vista da essere elencati.

Verso il meglio

Il doppio episodio con cui si conclude la seconda stagione vede come antagonisti del Dottore sia i Dalek che i Cybermen. L’enfasi di questo finale è tale da renderlo drammatico in una maniera estrema, che lo trasforma in ridicolo, sebbene lo scontro verbale tra i Dalek e i Cybermen sia una vera perla. È un episodio che finisce in maniera malinconica, con un addio tra il Dottore e Rose che dovrebbe essere strappalacrime ma per il sottoscritto è stato più che altro liberatorio. La colonna sonora di Murray Gold è qui al top. Altra nota da fare è che l’episodio è il primo in cui viene pronunciata la catch-phrase del Decimo Dottore: “allons-y!”. Nello speciale di Natale subito successivo, The runaway bride (La sposa in fuga), incontriamo Donna Noble (Catherine Tate), e sebbene l’episodio sia puntato praticamente solo sul lato comico e movimentato della sottotrama, già si nota quasi un salto di qualità, che verrà confermato con la bellissima terza stagione.

La seconda stagione in pillole

La seconda stagione è peggio della prima, senza alcun dubbio. Direi, anzi, senza peli sulla lingua, che se mi dovessi basare solo sulle prime due stagioni per scegliere chi preferire tra Eccleston e Tennant, sceglierei Eccleston. Ma già si nota, soprattutto grazie al doppio episodio degli Ood e dall’episodio su Madame de Pompadour, che le diramazioni tragiche del personaggio possono essere sviluppate abbastanza bene da poter scrivere delle stagioni che gli facciano più giustizia… ed è esattamente quel che succede. Bando alle ciance, Rose non c’è più, date a questo Decimo Dottore lo spazio di cui ha bisogno per far capire il tipo di qualità su cui si deve adagiare.

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