Diwali, 23-27 ottobre 2014 (soldi e felicità)

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Rubo di pacca dalla pagina dedicata alla festa su Wikipedia: «Diwali è una delle più importanti feste indiane e si festeggia nel mese di ottobre o novembre. Simboleggia la vittoria del bene sul male ed è chiamata “festa delle luci”: durante la festa si usa infatti accendere delle luci (candele o lampade tradizionali chiamate diya). In molte aree dell’India i festeggiamenti prevedono spettacoli pirotecnici. La più popolare leggenda associata alla festa è quella che tratta del ritorno del re Rama della città di Ayodhya dopo 14 anni di esilio in una foresta. Il popolo della città al ritorno del re accese file (avali) di lampade (dipa) in suo onore, da qui il nome Dipawali o più semplicemente Diwali. I festeggiamenti per Diwali si protraggono per cinque giorni nel mese indù di ashwayuja che solitamente cade tra ottobre e novembre. Per induisti, giainisti è la celebrazione della vita e l’occasione per rinsaldare i legami con familiari e amici. Per i giainisti rappresenta inoltre l’inizio dell’anno».
Il video sotto riprodotto è circolato in occasione della festa: qui l’attore Varun Pruthi, tubatore noto per esperimenti sociali videoripresi (si fa pugnalare in strada, molesta le donne, aiuta chi è in difficoltà e vede come la gente reagisce a ogni sollecitazione), cerca di rispondere alla domanda: «I soldi possono comprare la felicità?». E nonostante io che scrivo non sia credente (la frase «Dio mi ha mandato per te» mi fa ribrezzo), e ancor più nonostante l’andamento piacionoide (per la mia sensibilità) del pezzo, devo dire che la gioia sul viso delle persone mi ha un po’ commosso, e mi è difficile dissentire da Pruthi quando conclude che sì, se sei ridotto alle lacrime i soldi possono comprare la felicità, e che l’unico modo di comprare la felicità è dare la felicità.
Brividoni! BRrrrrividoni ovunque.
Però anche se chi dà e chi riceve sono io, son parecchio felice. Funziona anche così. Ewiva. Ewwivona.
Il titolo del video sotto riprende una geniale rubrica pubblicata su «Cuore» di, mi pare, Piergiorgio Paterlini, intitolata Soldi e felicità, in cui il giornalista intervistava personaggi vari dalla politica allo spettacolo (pare ci fosse differenza), ponendo prima la domanda «Che cos’è per lei la felicità?», e giù concionamenti, e poi l’altra domanda: «Dichiarazione dei redditi dell’ultimo anno?», facendo mediamente invipperire la vipperia.
E grazie a Carla Muschio, maestra di buone cose e dispensatrice di felicità per chi ha la ventura di esserle in amicizia, per la segnalazione.

SOLDI E FELICITA’

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