Denis Vrain-Lucas (1818-1882)

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Epistolografo menzognero, falsario di reo talento e disonesti costumi.

Ostendando titoli e pompose apparenze, nel 1867 rifilò a Michel Chasles, brillante matematico francese, 1.000 lettere autografe di personaggi illustri del passato, tra cui Aristotele, Giulio Cesare, Vercingetorige, Cleopatra, Pitagora, Giuda, Lazzaro e san Pietro.

I maneggi occulti erano stilati rigorosamente in francese del XVI secolo su carta novella made in France.

Tra siffatti capolavori, spiccano per merito di attendibilità storica:
– Una lettera d’amore da Pitagora a Saffo
– Un reclamo di Lazzaro risorto a san Pietro
– Una lettera di minacce indirizzata a Abele da parte di Caino
– Un’epistola di Blaise Pascal in cui dimostrava di aver scoperto la legge di  gravitazione universale 20 anni prima di Isaac Newton.

Proprio per quest’ultima il brillante erudito spese 150,000 franchi, per poi sottoporla all’Accademia Francese delle Scienze alimentando un’ esilarante querelle che coinvolse per anni studiosi e luminari.

Il caso fu processato dal Tribunale penale della Senna nel 1870, ricordato come il
«Processo Burlesque».

Quando si seppe che Chasles aveva acquistato da Vrain-Lucas, a colpi di milioni, un paio di calzini appartenuti ad Alessandro Magno, il collegio sembrò piuttosto avvinto a ridicolizzare tale creduloneria che a punire il colpevole delle fraudi.

Ridotto a mal termine, Chasles fu sbeffeggiato dall’intero municipio accademico e Denis sparì, libero da pena, dopo aver accumulato una ricchezza significativa e gettato nel caos tutti gli studiosi di Francia.

«Certo assai vedrai sommerso nel falso il creder tuo».

Cavalier d’insidiose malizie.

Onore, per istima, e fama acquistata per virtù.

Sancane
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