Del bere

daumier_assenzio

Lettore, leggi il testo sotto. Poi tocca a te. Sei invitato ad andare oltre il testo leggendolo come un’allegoria. Non c’e’ un’unica soluzione. Vanno bene tutte le chiavi, pur che aprano verso significati nuovi. Inviami la tua risposta entro lunedi’ prossimo. Le letture piu’ belle saranno pubblicate nella vetrina. Alla fine dell’anno 2013 si vincono altri tre libri (i primi tre son già stati spediti), assegnati a suo capriccio da uno dei curatori del sito.
(L’immagine è di Honoré Daumier, e si tratta di
L’absinthe: le premier verre-le sixième verre, litografia apparsa su «Charivari» nel 1863).

La quantità e i modi del bere sono proporzionati alle bevande. Un bicchiere d’acqua d’estate si beve d’un sorso e subito se ne desidera un altro. Il vino si assapora, soprattutto se è buono. Il bianco è buono fresco, il rosso a temperatura ambiente. Il marsala e i vini liquorosi si assaporano anch’essi, ma più lentamente, per coglierne tutte le note. La vodka si manda giù d’un fiato, soprattutto in un brindisi, non perché  il suo sapore non meriti considerazione ma perché in Russia usa così. Gli altri liquori invece si bevono piano, se si è appassionati al loro gusto. Con la birra si torna all’abbondanza: va giù più veloce del vino, leggera.
Con le bevande calde bisogna stare attenti a non scottarsi, perciò si è costretti a bere piano. Se hai fretta, puoi raccogliere la cioccolata, il cappuccino nel cucchiaino, soffiarci sopra e bere così. Se invece hai pazienza, puoi sorseggiare piano un buon tè, un caffellatte, una tisana, scaldando corpo e anima.

 

Carla Muschio
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