Converremoci ancora / We’ll meet again

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(Trad. curata da Andrea “Valerio” Del Cantone di We’ll meet again, di Vera Lynn)

Uno struggente carme di viaggio, d’addii e di ritrovi, di dubbio e speranza, da un’antica cantrice d’altri tempi.

Da notare alcuni preziosismi quali l’accorgimento della rima per l’occhio nella quartina iniziale (e finale) e il raro futuro in “onno” al verso 18, per tacer del gerundio “fando”: eleganze che omaggiano l’opera, già oggetto di tributo da parte di un altro illustre cantore, Ruggero Acque, che ne disse nella sua grande opera “Il bastione”.

 

CONVERREMOCI NOVAMENTE

Converremoci novamente,
novamente converremoci.
Del dove, ‘l so malamente.
Del tempo, ignoro li loci.

Eppur sapio: noi di noi de novo,
un die solatio, farem ritrovo.

Arridi, et arridi forte
sì come fai, etternamente:
insin quando azzurro a morte
nubi atre pon, longamente.

Saldo sapio: noi di noi de novo,
un die solatio, farem ritrovo.

Onde pregoti, “Ciao” conta
a le genti ch’io cognosco;
di’ lor che il poscia si smonta [1]
anzi ch’io torni, et lo tosco

per miel non dono [2]. Fioriti [3]
fiano se conosceronno
che li passi miei son iti
sta danzetta fando al monno [4].

Forte sapio: noi di noi de novo,
un die solatio, farem ritrovo.

Converremoci novamente,
novamente converremoci.
Del dove, ‘l so malamente.
Del tempo, ignoro li loci.

Però sapio: noi di noi de novo,
un die solatio, farem ritrovo.

 

[1]«Il poscia si smonta anzi ch’io torni»: tornerò tanto in fretta da rendere il «poi» inesistente. [2] Donare lo tosco per miele: mentire, spacciando per dolcezza un fatto amaro, velenoso. [3] Lieto, pieno d’amore; che porta alla beatitudine, salvifico. [4] «Sta danzetta fando al monno»: cantando questa canzone al mondo.

 

Informazioni su Mastro Giulio

Nacqui, conobbi la letteratura, conobbi il rock'nroll, li fusi.
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