Contro chi è contro il doppiaggio

voci silenti

Su Repubblica Franco Montini pubblica l’articolo Senza doppiaggio il cinema piace di più. Cito:

Il cinema? Meglio nella lingua originale, basta col doppiaggio.

Sineddoche

Nell’epoca di Internet e dell’inglese per tutti, cresce anche la richiesta fra il pubblico italiano di una maggiore offerta di film non doppiati.  La prova? Django Unchained, per esempio, in programma al cinema Barberini di Roma, sta incassando più nella versione originale con sottotitoli che in quella doppiata. D’accordo, le cifre sono sproporzionate: la versione originale del film di Tarantino a Roma è in programmazione in un’unica sala, mentre in italiano occupa 47 schermi. Ma è un segnale.

E via disquisendo. A parte la scarsità numerica del «segnale» (come dire: si fanno ancora dischi in vinile, è il futuro), mi rendo conto (contraddicendomi nel parentetico) che forse arriveremo ad avere solo film in lingua originale, come avviene da tempo in paesi -eh sì- più poveri.

Resa

A me dispiace ogni resa, e questa più di altre, anche se farà tirare un sospiro di sollievo ad alcuni; e mi dispiace come mi dispiace che la linea seguita per rimediare alle critiche piovute su pessime traduzioni di alcuni titoli in italiano sia tenere l’inglese tal quale e/o aggiungerci un obbrobrio italiota. E’ un impoverimento di senso, uno spacciare contenuti non destinati alla comprensione bensì all’esibizione, che ha come oggetto lo stesso pubblico che canticchia canzoni in inglese che non capisce o Oppan gangnam style.
O vogliamo cantare anche noi la favoletta che «il popolo di Internet», pardon, ho sbagliato bojata: nell’epoca di Internet, tutti quelli che lo usano sanno l’inglese al punto di capire un intero film molto dialogato (io l’inglese lo so bene, ma senza sottotitoli quante battute mi perderei!)? Entriamo in un supermercato frequentato anche da studenti: quante persone in tutto sanno l’inglese a tali livelli? Scambiar la nicchia per il tutto pensavo fosse una sineddoche propria solo degli antistrateghi che non capiscono alcune mosse del capo del Pdl («Ha detto che una bella ragazza dovrebbe sposare un miliardario! Perderà voti!»).
Il mantenimento di pacca otterrà più popolo bue, da un lato, e allontanerà ancora di più la massa dal cinema, dall’altro (rendendo per di più meno appetibili ai nicchiosi della lingua originale anche i dvd); e senza massa i film, al contrario dei libri, non si fanno. Se vogliamo goderci solo cose alla Dogma 95 va benissimo, altrimenti no.
A me Dogma 95 piace, ma non solo; quindi: no.

Djinn

Nel frattempo, metto un paio di mutande di tre taglie inferiori alla mia e attendo così apparato la prossima genialata: pubblicare libri in inglese in lingua originale.

(Immagine: da qui, Malcolm Tait, Voci silenziose. L’articolo è in probabile disaccordo con 7isLS, il critico cinematografico responsabile della rubrica Nicinema nitele di questo sito – nota di Coso del Cantone).
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