Continuando a sognare un Obama europeo…

obama_italia

“Tutti delusi da Obama, gli elettori statunitensi hanno perso l’entusiasmo nei confronti del loro presidente. E’stato scritto talmente tante volte negli ultimi mesi che è diventato un luogo comune. Eppure il presidente degli Stati Uniti ha riformato Wall Street e l’assistenza sanitaria, sta ritirando i soldati dall’Iraq e ha chiuso Guantanamo. Altri politici possono vantare un curriculum simile? E non ci si riferisce solo al “patetico” e datato brevilineo che siede a Palazzo Chigi. E’ vero, quelle di Obama sono riforme parziali, in alcuni casi la mediazione ha snaturato la riforma, ma dove si trova di meglio?
Solo l’ingenuità poteva far credere che Obama alla Casa Bianca avrebbe rivoluzionato gli Stati Uniti, ma le rivoluzioni non si fanno vincendo elezioni e primarie. Mentre si sperava che gli statunitensi, gli americani, avessero compreso che Bush era stata una calamità, che si poteva gestire il futuro in modo diverso, che il merito, invece della nascita o del colore di pelle fosse più importante, almeno lì. Che “yes, we can” fosse un vero stimolo. “(We”, “noi”, non “lui” possiamo farcela). Invece gli elettori statunitensi si sono stufati subito, la moda è stata passeggera. Cavoli loro, si potrebbe dire, non fosse che la vittoria di Obama sembrava aver suscitato entusiasmo anche in Europa.
Ora, invece, i segnali non sono incoraggianti. In Gran Bretagna governano due cloni di un testimonial pubblicitario anni cinquanta. “Fa specie” non vederli dietro a una ciotola di cereali da colazione in una bella casetta da happy family” di cinquant’anni fa. Clegg & Cameron, emblema della nostalgia di un passato che non tornerà più, due gemellini che sembrano poter uscire di casa solo dopo che li ha pettinati la mamma.
Mentre il presidente della Repubblica francese è il marito di Carla Bruni e in Italia il presidente del Consiglio usa il suo smisurato potere (mediatico, politico ed economico) solo per far colpo sulle ragazze, provando a ignorare il tempo che passa. Obama è un uomo politico che, come tutti, commette anche molti errori, ma fa il suo mestiere, ovvero cerca di affrontare i problemi della comunità che rappresenta, senza pensare solo a raccontare all’elettorato le favole che adora sentirsi raccontare. Altri scaricano sui meno “potenti”: rom, immigrati, operai le colpe di un Paese che non funziona. E purtroppo, in troppi abboccano.

ON LI
visita il suo sito

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *