Come la Lega “salva” la sinistra

pdimmigratiIl comportamento della Lega Nord “ripassata” all’opposizione è tra il patetico e il comico. Nessuno dotato di un minimo di discernimento li può prendere sul serio. L’effetto sul governo Monti è pressochè nullo, ma è utilissimo per l’elettore medio di sinistra, almeno quello che si aggira nel settentrione italiano, quello che il circo di Umberto Bossi chiama Padania. Da diversi anni, infatti, una buona parte dell’elettorato del Pd, ma, in misura minore, anche di Rifondazione e dintorni, pensa degli immigrati e dell’Islam le stesse medesime cose che pensano i leghisti. Ma nel vedere queste sue idee rappresentate in maniera becera dai leghisti, l’elettore progressista sistema la sua coscienza. Riesce a non sentirsi razzista, e si immagina civile e di sinistra. Perchè pur odiando vù cumprà, moschee e lavavetri, pur continuando a rimpiangere i tempi in cui l’Italia non era multietnica, non va in giro con i maiali sui terreni in cui devono sorgere le moschee, non chiede che si spari contro i gommoni e non va matto per le carnevalate celtiche. Questa parte dell’elettorato di sinistra, si limita a chiedere maggiore sicurezza e si tiene per sè i pensieri peggiori, a meno che la discussione non degeneri. Non ci fossero Borghezio e compagnia brutta dovrebbe fare i conti con il proprio pensiero xenofobo, ma, osservando i leghisti si tranquillizza e continua a credere di far parte dell’èlite civile e progressista del Paese. Purtroppo questo finisce per attizzare l’odio della destra, che sa benissimo quali siano i reali pensieri di questa gente, e quindi li giudica ipocriti e snob. Questa è la politica italiana nel terzo millennio, e qui, in fondo, non si vuole stigmatizzare il comportamento di questa sinistra, perchè è progresso anche “quando un cannibale mangia con la forchetta” (Karl Kraus).

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