La bandiera canadese, naturalmente

La fotografia è di Don Komarechka (fotoblogga a questo indirizzo ma ha anche questo sito), e per farla gli ci sono voluti quattro mesi: ha raccolto le foglie in autunno, nel momento di massimo rubricore, le ha incerate ben benino per far sì che raggiungessero l’inverno e quindi ha creato la composizione (che si può anche supporre di trovare al “naturale” nelle zone in cui il confine tra autunno e inverno è più sfumato, o in caso di improvvise gelate. O gelato. O non lo so, e comunque: ecco).
Quattro mesi! Tanto ci vuole per ricreare artificialmente qualcosa fatto naturalmente. O il contrario.
E per entrare meglio nello spirito del Canada (almeno stando a quanto mi han raccontato), ecco un’altra immagine dello stesso autore. Il suo sito è pieno di cose bellissime (a parte l’orrore della sua firma in basso a destra: ma qualcosina di più discreto e riconoscibile, no?): vi torneremo.
(Secondo me il Canada è uno di quei posti che bisogna visitare almeno una volta nella vita, e non solo se si è canadesi).

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