Classifica: i corto- mediometraggi di David Lynch / 2

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Prosegue (l’inizio è qui) l’elenco, dal più brutto al più bello, dei cortometraggi e dei mediometraggi di David Lynch.

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19. Sunset (2001)
Aiuta, a suo modo, a capire il mondo di Lynch. Vediamo un’alba con in sottofondo meravigliose musiche di Badalamenti. Noiosissimo (nei suoi 6 minuti), ma il rapporto musica-immagini aiuta a far capire come Lynch veda la natura.

18. Quinoa (2007)
Pseudo-documentario sul caffè. Noioso, ma fa venire fame.

17. Steps (2003)
Metafora geniale della morte, del Bene e del Male, girata con un sound design da brividi. Sarebbe funzionata meglio come sequenza all’interno di un film invece che come un corto. Si vedono delle scale (passaggio tra la vita e la morte) lentamente offuscate dall’ombra di un albero vicino, che annienta la luce.

16. The Cowboy and the Frenchman (1988)
Cortometraggio completamente idiota ma divertentissimo. Basato sull’umorismo tipico di Cuore selvaggio e di alcuni episodi di Twin Peaks, ha come protagonisti gli stereotipi messi alla berlina e snocciola attori onnipresenti nei film del regista, come Jack Nance (protagonista di Eraserhead e presente in Dune, Velluto blu, Twin Peaks — nel ruolo importantissimo di Pete —, Cuore selvaggio e Strade perdute), Harry Dean Stanton (che ha avuto ruoli chiave in Cuore selvaggio, Fuoco cammina con me, Una storia vera e INLAND EMPIRE) e Michael Horse (Hawk in Twin Peaks).

15. L’amputata (1974)
Uno dei primissimi corti in live action di Lynch. Interessante per capire la sua visione del cinema, ma sostanzialmente povero.

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14. Fictitious Anacin commercial (1967)
Divertente presa in giro (involontaria) degli spot americani, mostra il primissimo esempio di umorismo nella storia dei lavori del regista. Simpatico.

13. The bug crawls (2007)
Versione fatta bene di The pig walks. Invece di un maiale c’è un insetto. La (in)consistenza è la stessa, ma qui un po’ di sensazioni ci sono.

12. Six figures getting sick (six times) (1966)
Storico e storicamente importante, questo (da cui è tratta l’immagine in apertura) è il primo cortometraggio di Lynch in assoluto. L’ispirazione per esso gli venne quando guardò un quadro che aveva dipinto e un po’ di vento gli fece capire che voleva vederlo muoversi. Ciò aiuta anche un po’ a capire a grandi linee il mondo del regista, e tutto il film offre uno squarcio, in nuce, di alcune cifre specifiche di Lynch. Sperimentale e poi non così interessante, è comunque un gioiello del genere. Nella sperimentazione di questo corto animato, sei figure (umane) molto astratte vengono mostrate mentre si ammalano e muoiono in condizioni sconosciute… sei volte.

11. Industrial soundscape (2007)
Ennesimo cortometraggio inutile che è più sonoro che visivo: un corto che mostra un’ambientazione industriale con un sottofondo musicale dal tipico sound design Lynchano. Da mettere più come sottofondo mentre si ascolta la musica che da guardare per interesse vero.

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(continua…)

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